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La Torre di Marghera

La Torre di Marghera illuminata per lanciare un messaggio di speranza

Dopo il successo e l’apprezzamento ottenuti in occasione delle manifestazioni per il centenario di Porto Marghera, il sindaco Luigi Brugnaro e la Giunta comunale, in accordo con Veritas, hanno deciso di illuminare nuovamente, e in via definitiva, la Torre dell’acquedotto di Marghera.

Così, da ieri sera alle 21, i riflettori saranno puntati su uno degli edifici simbolo di quella tra le più grandi aree industriali del mondo.
Un progetto di illuminazione artistica curato da Veritas e che è stato reso possibile grazie a un impianto moderno a luci a led a bassissimo consumo energetico, che con appena 500 watt (5 lampadine da 100) riuscirà a far risplendere l’intera struttura.

“Nel 2017, in occasione degli eventi del centenario dalla fondazione di Porto Marghera , oltre ad accendere il faro Ramses II con l’obiettivo di attirare l’attenzione del mondo su un’area che, ancor oggi, ha un’urgente necessità di attrarre investimenti per tornare ad essere un importante polo industriale, decidemmo di illuminare con il tricolore alcuni degli edifici esistenti al fine di consentirne una valorizzazione artistica – commenta il sindaco Luigi Brugnaro.

Si trattò di un evento che venne molto apprezzato dai cittadini che, finalmente, vedevano la promozione e il riconoscimento di un simbolo del loro territorio e al quale tutta Marghera è sempre stata legata. Oggi abbiamo deciso di procedere con quello spirito andando non solo a illuminare un simbolo del passato ma lanciando un messaggio di speranza per il futuro di Marghera che, purtroppo, anche in questi giorni sta facendo i conti con situazioni di grande rischio che abbiamo il dovere di risolvere con l’impegno di tutti”.

“Per noi è un piacere poter valorizzare una struttura così importante – dichiara il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini – sono infatti quasi 100 anni che la torre è al servizio della città di Marghera.
Un periodo molto lungo, nel corso del quale la tecnologia ha fatto passi da gigante anche nel settore degli acquedotti, senza però rendere la struttura obsoleta o inutile.
Già nel 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e degli 85 anni di vita, il serbatoio pensile era stato addobbato con un gigantesco tricolore circolare, visibile anche da chi transitava in tangenziale”.

La torre piezometrica di Marghera è un edificio a pianta circolare ed è collegata con tubazioni alla sala macchine e alla rete di distribuzione.
La torre, interamente di calcestruzzo armato, è stata ultimata nel 1926, è alta 57,50 metri alla sommità del cupolino terminale.
In sommità riporta un serbatoio della capacità di 800.000 litri, oggi non in servizio.
Viene impiegata solo la colonna montante, posta all’interno della torre, per la regolazione del moto vario conseguente alle manovre sulle pompe.

Il progetto illuminotecnico ha utilizzato, in 5 punti intorno alla torre, proiettori con differenti ampiezze del fascio, consentendo di creare un’illuminazione uniforme senza però perdere la tridimensionalità della torre e la percezione dei differenti materiali che la compongono.
L’utilizzo di proiettori Dali permetterà la regolazione del flusso luminoso e la creazione di scenari differenti. I costi di questa operazione, che va inserita in via preliminare l’intero restauro della Torre stessa, sono stati coperti dalle sponsorizzazioni raccolte in occasione del centenario e quindi non graveranno né sull’Amministrazione comunale né su Veritas.

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