Friuli Venezia Giulia

La storia/Perse la mano sul lavoro: la ritrova in una protesi mioelettrica

Udine – Cristian Zamolo è un 43enne che vive a Udine, grande appassionato di sport, specialmente mountain bike e moto.
L’anno scorso la sua vita cambiò completamente quando, a causa di un incidente sul lavoro nell’azienda metalmeccanica dove lavorava da appena otto mesi, perse la mano destra: “Nel luglio del 2019 ho perso la mano destra per un incidente con la pressa” – racconta Cristian – “Sicuramente è stato uno dei momenti più difficili della mia vita.

I primi mesi sono stati molto complicati, soprattutto per via del dolore e anche perché mi son dovuto abituare a fare tutto con la mano sinistra.
L’idea di non poter andare in bicicletta, o comunque di non poter fare le cose più semplici, è un qualcosa con cui sono dovuto scendere a patti sin da subito.
Nonostante tutto, io non sono mai stato uno che si arrende facilmente”.

Nel 2020 Cristian si rivolge all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino – una delle poche realtà accreditate in Italia per l’applicazione degli arti bionici – e decide che è arrivato il momento di un altro cambiamento nella sua vita: una protesi in grado di agevolare la sua quotidianità.
Nello specifico, è stata costruita una protesi mio-elettrica di avambraccio con una mano VariPlus Speed, con una presa tridigitale (solo apertura e chiusura), molto rapida nei movimenti e molto robusta.

Una protesi indicata per andare in bicicletta, lo sport preferito da Cristian.
L’avambraccio è stato ricostruito con fibre di carbonio e resine epossidiche, un connubio che assicura il migliore mix leggerezza/robustezza. I programmi della mano VariPlus Speed rispondono alle specifiche esigenze di Cristian, il quale può anche regolare la forza e la velocità di presa.

L’INAIL ha contribuito a pagare interamente la protesi applicata da Officina Ortopedica Maria Adelaide, per un costo totale di circa 11.000 euro: “Adesso dovrò seguire un periodo di addestramento, così da poter usare questo arto al meglio e sfruttarlo al massimo” – continua Cristian – “Adesso posso riprendere con sicurezza la bicicletta e tornare a pedalare. Inoltre, nei prossimi mesi voglio poter andare anche in moto, altra mia grande passione.

C’è infatti un progetto per una protesi di ultima generazione con cui sono sicuro di realizzare questo sogno.
So che riavere la mia mano non è possibile, ma grazie a questo tipo di tecnologia mi sento di nuovo ottimista.
È una sensazione incredibile”.

Officina Ortopedica Maria Adelaide nasce intorno agli anni ’50 come officina ortopedica dell’ospedale chirurgico ortopedico Regina Maria Adelaide di Torino e comincia la sua attività di costruzione di tutori per pazienti affetti da Poliomielite.

Tra gli anni ’70-‘80 l’Azienda amplia il suo campo operativo e comincia a dedicarsi alla cura della scoliosi e del dorso curvo con corsetti ortopedici, collaborando con i più importanti centri italiani e introducendo in Italia nuovi prodotti nel campo della protesica.

Negli anni ’90 entra anche nel mercato degli ausili (carrozzine manuali ed elettroniche) offrendo un servizio completo con la disponibilità di diversi modelli e marche negli showroom.

Nel 1995 è la prima Azienda che sceglie di sperimentare l’innovativo sistema CAD CAM specifico per il settore ortopedico, tecnologia che ha introdotto una serie di rilevanti vantaggi nella realizzazione degli apparecchi orto protesici, riducendone tempi e costi di fabbricazione grazie anche all’utilizzo di stampanti 3D. Dal 1998 Officina Ortopedica Maria Adelaide è certificata da Det Norske Veritas per la produzione e vendita di protesi e ortesi ortopediche.

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