Veneto

La pulizia delle strade/Varechina e candeggina più dannose che utili?

“No alla pulizia indiscriminata di strade e marciapiedi con varechina o candeggina (ipoclorito di sodio): non solo è inutile ma risulta anche dannosa per ambiente, corsi d’acqua in primis, e salute.

Le autorità governative confermano che non c’è alcuna evidenza scientifica sulla trasmissione del Covid 19 tramite superfici calpestabili, perciò la Regione faccia retromarcia e segua le linee guida dell’Istituto superiore della sanità, ribadite anche dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.

È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente, che ha scritto una lettera ad Arpav, in riferimento alla nota della Regione del 15 marzo con cui si invitavano i sindaci ad attivarsi sul fronte coronavirus, aumentando la pulizia di strade e marciapiedi impiegando acqua e ipoclorito di sodio (varechina) al 5%, e annunciato il deposito di un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Zaia.

“È una concentrazione spropositata, 50 volte superiore a quella indicata in letteratura, pari allo 0,1% richiamata dall’Ispra.
L’Arpa Piemonte, per fare un esempio, ha già dato parere negativo alla sanificazione delle strade con la candeggina, avviata da alcuni Comuni, definendola inefficace e potenzialmente dannosa.

Ho quindi deciso di scrivere ad Arpav e presentare un’interrogazione alla Giunta – fa sapere Zanoni – esternando le mie perplessità, poiché ci sono problemi in relazione all’inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde acquifere, così come all’esposizione di persone e animali d’affezione, oltre a possibili emissioni di sottoprodotti volatili anche cancerogeni”.

Le preoccupazioni del consigliere democratico hanno trovato conferma nel Documento di indirizzo del Snpa – Ispra (Sistema nazionale per la protezione ambientale), datato ieri 18 marzo e pubblicato oggi, contenente le indicazioni tecniche sugli ‘aspetti ambientali di pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza Covid 19’. “Nel documento si sottolinea, naturalmente, l’opportunità di procedere alla pulizia ordinaria delle strade, mentre vengono espressi dubbi sull’utilità della disinfezione, proprio per la mancata correlazione tra superfici calpestabili e trasmissione del coronavirus. Inoltre è spiegato come l’efficacia delle procedure di sanificazione sul pavimento stradale non sia estrapolabile in alcun modo da prove di laboratorio. Nello stesso documento viene ripresa la considerazione dell’Istituto Superiore della Sanità sul non cospargere con disinfettanti le superfici esterne come strade piazze e prati: potrebbe comportare inquinamento
ambientale e dovrebbe quindi essere evitato”.

“Con riferimento particolare all’ipoclorito di sodio, da impiegare in soluzioni con concentrazione allo 0,1% e da usare solo nelle ore notturne per ridurre gli effetti collaterali, viene ricordato che il suo uso, essendo una sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, ‘è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente, con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali’.

È inoltre scritto che un utilizzo indiscriminato può ‘nuocere alla qualità delle acque superficiali, arrecando un danno alla vita negli ambienti acquatici nonché alla qualità delle acque sotterranee’. Infine il documento evidenzia come l’ipoclorito di sodio, in presenza di materiali organici presenti sul manto stradale possa dare origine alla formazione di sottoprodotti pericolosi per la salute e altre sostanze cancerogene volatili.

Vista la situazione di grave emergenza – conclude Zanoni – meglio concentrarsi su azioni realmente utili a contenere il contagio,
anziché spendere risorse ed energie per qualcosa che rischia di essere addirittura controproducente e dannoso per le persone, l’ambiente e gli animali”.

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