Pordenone

La protesta di baristi e ristoratori in piazza a Sacile

Gente ce n’era stasera, in piazza a Sacile, organizzazione meno, come accade quando hai qualcosa dentro che ti tormenta e lo butti fuori senza pensarci troppo.
Anche a Sacile, come ieri Treviso e Oderzo e come farà domani Pordenone, ha avuto la sua protesta dei commercianti.

Un’iniziativa lanciata da Salvatore Staiano, titolare della pizzeria Madera e colui che ha portato in riva alla Livenza la vera pizza napoletana, quella della sua terra natia.
Con lui sono scesi in piazza in 200, stima spannometrica beninteso, ma non esagerata.

Dicevamo dell’organizzazione: non c’è stato tempo di allestire nulla di particolare: lanciata l’idea, la si è portata in piazza, forse un po’ anche per vedere in quanti la pensavano allo stesso modo.
Da questo punto di vista, il risultato è chiaro: negli occhi di baristi e ristoratori c’era sconforto misto a rabbia e forse un po’ di stanchezza o anche, come ha avuto modo di dire lo stesso Staiano, una sensazione di tradimento nei confronti di quello Stato che spereresti ti difenda e che stavolta, giusto o sbagliato che sia, li ha invece accoltellati alle spalle.

Salvatore Staiano

Una cosa è affrontare il lockdown tutti insieme, un’altra è dover chiudere mentre gli altri lavorano, sapere di dover pagare 4 mila euro di affitto al mese e 10 dipendenti che sempre lo Stato vuole che tu ti tenga anche se sei chiuso.
La pandemia è una brutta bestia e va combattuta, lo sappiamo, ma non si può non riconoscere più di qualche ragione a chi, come i ristoratori sacilesi, chiede solo di poter lavorare.

La manifestazione odierna è stata comunque un esempio di friulanità: composta e civile, come ha segnalato il Sindaco della cittadina, anche lui presente in piazza.
Carlo Spagnol ha poi sottolineato come si fosse fatto tutto ciò che era stato chiesto, con diligenza.
Anche per questo forse si potevano studiare misure, come dire, più proporzionate, meno penalizzanti per le categorie che oggi chiudono alle 18

Fermare chi non era in regola, ma consentire a chi le regole le rispettava di continuare a lavorare, commenta Spagnol.
Salvatore Staiano ha invece di sicuro toccato i cuori dei presenti quando, da napoletano verace, ha sottolineato il rigore dei friulani nel rispettare le regole: facile immaginare che la chiusura alle 18 lo abbia colto di sorpresa anche per questo.

Con un guizzo finale di napoletanità ci confessa di pensare che forse il Premier Conte deve aver preso una fregatura da.. un pizzaiolo palestrato: anche se lui non ha usato proprio “fregatura”.
Non vi è dubbio che il Governo dovrà tener conto di quanto ferisca gli onesti esser trattati alla pari di chi non rispetta le regole.
Concluso l’intervento del titolare del Madera, la piazza è rimasta un po’ sul colpo, indecisa se rincasare con lo stesso magone di quando era uscita, o restare almeno per consolarsi a vicenda.

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