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La paura del ritorno/In arrivo altri 6 tecnici per i controlli anticovid sulle spiagge

Focolai qua e la, turisti in arrivo anche da paesi forse un po’ più a rischio del nostro, assembramenti e, ultima ma non ultima, la sempre più diffusa sensazione che molti nutrono che il Covid sia alle spalle.

Al Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 4 è stato deciso di dislocare altri sei tecnici specializzati che controlleranno le strutture di ristorazione e turistico alberghiere nelle località di Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti.

Il loro compito, verificare (ed eventualmente sanzionare) se nelle strutture vengano rispettate le misure comportamentali previste dai decreti ministeriali per la prevenzione dell’infezione da COVID -19.

Tra queste la predisposizione di adeguata informazione al pubblico, in varie lingue, sulle misure di prevenzione; presenza di prodotti per l’igienizzazione delle mani; priorità di accesso tramite prenotazione e il mantenimento per 14 giorni dell’elenco dei soggetti che hanno prenotato; tavoli posti in modo da garantire almeno 1 metro di distanza tra i clienti così come la distanza al bancone; in generale l’adeguata distanza interpersonale ma anche il corretto utilizzo della mascherina; l’igienizzazione e la sanificazione ambientale e molto altro. In tutti i casi inadempienza verranno comminate le relative sanzioni.

Spiega il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 4, Luigi Nicolardi: “La diffusione del virus si è ridotta molto ma la guardia non va abbassata perché questo è ancora tra noi.
E’ dunque fondamentale che i gestori e il personale dipendente delle attività turistiche rispettino rigorosamente i noti protocolli di prevenzione, e a questi va affiancato il senso di responsabilità dei cittadini. Nuovi focolai, o in generale la diffusione del virus nelle località di vacanza, creerebbero non pochi disagi sia alla struttura coinvolta e sia alla località turistica interessata”.

All’appello lanciato dal dottor Nicolardi si unisce anche quello del direttore generale Carlo Bramezza rivolto ai pendolari del fine settimana: “Premesso che nessuno intende creare allarmismo o indurre le persone a non recarsi in spiaggia, il sovraffollamento visto sull’arenile rischia di vanificare i tanti sacrifici compiuti dal personale medico e infermieristico.

Sappiate che nessuno è immune al virus e qualora questo dovesse tornare a circolare potrebbe portare a un nuovo lockdown che determinerebbe danni economici incalcolabili oltre che problemi sociali.
Se le località balneari non possono impedire ai pendolari di assieparsi in spiaggia che sia il senso civico della popolazione a prevalere: mantenete la distanza fisica ovunque, anche in spiaggia, e utilizzate le mascherine ove necessario, colo così’ potremo impedire un ritorno del virus”.

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