Venezia

Jesolo/Segnali positivi per la stagione estiva 2022 ma i rincari sono un rischio

Voglia di vacanza ancora più forte della pandemia e delle restrizioni.
Secondo quanto rende noto un comunicato diffuso stamani dall’Aja, sono segnali confortanti quelli che stanno giungendo al ricettivo alberghiero di Jesolo, dove operano 372 hotel.
Le strutture stanno ricevendo molte prenotazioni, o comunque richieste di preventivi e di informazioni per la prossima stagione balneare.

“Rispetto ai due anni della pandemia – interviene il presidente Aja, Alberto Maschio – si nota più fiducia, anche dal mercato estero.
In merito alla richiesta di informazioni, meno domande su restrizioni o regole da seguire: dopo quanto abbiamo dimostrato nelle precedenti due estati, i nostri ospiti probabilmente sono consapevoli di quanto la loro sia una vacanza in sicurezza e in completa tranquillità e si affidano serenamente ai nostri servizi”.

I dati di previsione, elaborati attraverso il sistema H-Benchmark, vedono una occupazione alberghiera complessiva, dal 15 aprile al 25 settembre, dell’11,4%; si consideri che, nel 2021, era del 7%; e che, nel 2020, le previsioni emerse prima dello scoppio della pandemia, vedevano una previsione di occupazione del 13,8%.

Nel dettaglio, il periodo che va dalla settimana di Pasqua al 31 maggio, le previsioni 2022 registrano il 10,3% di occupazione alberghiera, contro il 4,3% del 2021.
Tutte le mensilità fanno emergere dati nettamente superiori rispetto al 2021.
Mese di giugno: 12,7% per il 2022, 6,2% per il 2021.
Luglio: 11,5% per questa stagione, contro l’8,2% di quella precedente.
Agosto: 10,2% nel 2022, 7,8% nel 2021.
Settembre: 12% 2022, contro il 7,3% nel 2021.

Il presidente Maschio invita, comunque, alla cautela. “Non ci possiamo permettere di dormire sugli allori, rispetto ai risultati del 2021: con la possibile riapertura di altre mete turistiche internazionali, alcuni flussi di cui abbiamo beneficiato per vicinanza, potrebbero optare per scelte diverse rispetto alla nostra proposta di vacanza.

Da parte nostra, come imprenditori, dobbiamo essere bravi a utilizzare questo periodo per investire in servizi e qualità della vacanza, per continuare a risultare molto attrattivi, così come abbiamo fatto lo scorso anno, quando abbiamo dimostrato tutte le nostre potenzialità ed eccellenze”.

Sull’andamento della stagione potrebbero pesare gli aumenti, non solo di luce e gas.
“Quello degli aumenti – continua il presidente Maschio – è “il” problema dei problemi.
Stiamo ricevendo quasi quotidianamente la testimonianza di pesanti aumenti da parte delle forniture, a cominciare da quelle più note di energia e gas.

Tutti i nostri costi vivi, dalle materie prime alla forniture, stanno subendo aumenti del 20/30%, che rischiano di incidere pesantemente sull’andamento della stagione.
Facciamo l’esempio delle lavanderie, ovvero una delle voci più importanti del bilancio: a tutti i colleghi stanno arrivando delle lettere in cui si comunica che, per la stagione 2022, verrà applicato un aumento pari al 22%.

E quelli che si stanno registrando sono aumenti, dalle bollette alla frutta e verdura, che andranno ad incidere anche sui bilanci delle famiglie, diminuendo il loro potere d’acquisto e, di conseguenza, anche la possibilità di fare vacanza, oltre a creare inevitabili problemi sociali, che non andranno trascurati.
Come Federalberghi ci stiamo muovendo nelle sedi preposte perché è evidente che la soluzione non può essere solo il contenimento degli oneri di sistema su cui il Governo sta lavorando”.

A rischio la destagionalizzazione.
“Siamo molto preoccupati – aggiunge il presidente Maschio – perché questi rincari possono seriamente mettere a rischio l’avvio e la chiusura della stagione estiva, annullando, di fatto la cosiddetta destagionalizzazione: molti colleghi, infatti, potrebbero vedersi costretti a non aprire nei periodi canonici di bassa stagione, a causa degli alti costi.

Insomma, la nostra destagionalizzazione costruita con fatica e lavoro, rischia di fallire a causa di questi aumenti a dir poco pazzeschi.
Senza contare che, con questo salasso, si rischia di andare fuori mercato con i prezzi”.

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