Venezia

Jesolo lancia l’allarme: giu’ le mani dall’Iva sul turismo

A fronte di una paventata rimodulazione dell’aliquota pagata da hotel e ristoranti, le cui voci si sono rincorse nei giorni scorsi, Jesolo lancia l’allarme.
Lo fa attraverso le due principali associazioni di categoria, l’Aja (che rappresenta 350 alberghi) e la Confcommercio (oltre 1500 associati). Alla vigilia della Fiera dell’Alto Adriatico di Caorle, che catalizzerà l’attenzione su temi e problematiche inerenti il mondo del turismo, le due associazioni hanno deciso di uscire allo scoperto, denunciando le preoccupazioni su possibili modifiche delle aliquote.
A parlare sono i due presidenti, Alberto Maschio per Aja e Angelo Faloppa per Confcommercio.

“In questo momento dobbiamo fare i conti con problematiche (senza dimenticare che i costi del paese Italia sono elevatissimi) che possono contribuire a frenare i flussi turistici. Invece di ricevere proposte per sostenere un comparto così importante per l’economia regionale e nazionale, l’unico in grado di garantire migliaia di posti di lavoro, assistiamo sconcertati al fiorire di proposte inquietanti riguardanti l’aumento dell’aliquota Iva pagata da hotel e ristoranti. Ci troviamo di fronte a proposte scellerate da parte di persone che evidentemente non hanno ben chiare le dinamiche dei flussi turistici, estremamente sensibili, e che hanno una idea di turismo distaccata dalla realtà”.

Per Maschio e Faloppa i turisti, che già devono affrontare dei costi alti per fare vacanza nel nostro Paese, a causa delle imposte, delle tasse e orpelli vari che gravano sui servizi, questo aumento finirebbe per spingere i turisti verso altre destinazioni. “Rischiamo di perdere di competitività del sistema turismo, a tutto vantaggio dei Paesi concorrenti (a cominciare da Egitto e Turchia), con grave danno per le imprese ed i lavoratori italiani”. Maschio e Faloppa stigmatizzano sulle recenti dichiarazioni del ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, che ha detto che l’Iva non verrà aumentata, ma potrebbe subire una rimodulazione. “Rimodulare è la parola magica per dire in altro modo che l’Iva sarà aumentata”, sottolineano. “Facciamo notare che con “rimodulazione” si intende portare l’Iva dall’attuale 10% allo scaglione superiore che corrisponde al 22%; dodici punti percentuali di aumento secco, sia per il ricettivo che per la ristorazione. Ricordiamo che gran parte dei pasti consumati in Italia (dal lunedì al venerdì) riguardano i lavoratori”.
“Chiediamo al Governo – concludono i presidenti di Aja e Confcommercio – di non dar seguito a questa proposta autolesionista e di concentrare la propria attenzione verso le imposte evase da centinaia di migliaia di esercizi ricettivi abusivi che inquinano il mercato, creando concorrenza sleale”.
Un appello alle istituzioni sarà lanciato domenica, in occasione della Fiera dell’Alto Adriatico di Caorle, quando è prevista la presenza del governatore del Veneto, Luca Zaia

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