Venezia

Jesolo/Aja e Ascom respingono le accuse sulla differenziata

Essere additati come la madre di tutti i mali, Aja ed Confcommercio proprio non ci stanno. Dopo avere letto i vari articoli di giornale dove si parla di una Jesolo maglia nera nella raccolta differenziata, di fatto sostenendo che le responsabilità maggiori sono riposte negli hotel e nei ristoranti, le rispettive associazioni di categorie hanno deciso di intervenire.

“E non per una difesa per partito preso, ma perché la realtà delle cose è diversa”, sostengono con forza Alberto Maschio (Aja) e Angelo Faloppa (Confcommercio).

“Con tutto rispetto per i Comuni risultati virtuosi, val la pena di ricordare come la nostra città sia ad altissima affluenza di turisti, stanziali come pendolari, per cui le problematiche sono decisamente diverse, essendo la nostra una città che d’estate passa a quasi mezzo milione di persone, mentre la classifica tiene conto dei “soli” residenti (circa 27mila)”, aggiungono i due presidenti, che poi evidenziano due punti fondamentali nell’analisi che va fatta quando si parla di raccolta differenziata.

“Da una parte il percorso che abbiamo iniziato (già da diversi anni) è importante da parte di entrambe le categorie, per essere sempre più virtuosi.
Senza dimenticare che l’anno scorso sono iniziati dei controlli molto severi (con conseguenti multe salate); ne è conseguito un convegno per dare indicazioni puntuali agli associati, che ha contribuito a fare crescere la cultura del corretto conferimento, con conseguente aumento della percentuale del differenziato rispetto all’anno prima.

Dall’altra non si tiene conto del mondo delle seconde case che, su stessa ammissione di Veritas, è di difficile soluzione e controllo; si tratta di migliaia e migliaia di persone che contribuiscono a creare il problema che poi fa di Jesolo una città meno virtuosa di altre in merito alla raccolta differenziata”.

Aja e Confcommercio, dunque, respingono al mittente l’accusa di essere la causa di questa situazione poco edificante.
“Sappiamo che possiamo e dobbiamo migliorarci: non a caso, come associazioni, organizziamo anche incontri e convegni per fare crescere la cultura del corretto conferimento.
Ma non risponde alla realtà delle cose attribuire ad hotel e ristoranti la responsabilità di questa classifica”.

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