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Insieme. Per un abitare poetico del nostro pianeta/Gli incontri pubblici di Naturale inclinazione

“Insieme. Per un abitare poetico del nostro pianeta” è il tema della nuova edizione di Naturale inclinazione, il ciclo di incontri dedicato al tema del giardino, organizzato a settembre dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con la curatela di Simonetta Zanon (coordinatrice area progetti paesaggio), e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007), maestro indimenticabile e costante punto di riferimento del lavoro della Fondazione.

Il primo appuntamento, in programma mercoledì 15 settembre alle ore 18, si terrà nel giardino della Fondazione Benetton a Treviso ed è proposto in occasione della pubblicazione di Il mio posto al mondo/My place in the world (Fondazione Benetton, 2021), scritto di Ippolito Pizzetti uscito nel 1982 come introduzione alla raccolta dei suoi articoli Pollice verde.
Gli incontri di venerdì 17 settembre alle ore 18 (conferenza di Emanuele Coccia e proiezione del film La quinta stagione) e di mercoledì 22 settembre alle ore 17 (seminario su ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie) si svolgeranno online, sulla piattaforma Zoom.

«Naturale inclinazione 2021 propone una discussione aperta sull’opportunità di immaginare nuovi modelli di coesistenza degli esseri viventi nel nostro pianeta, possibili solo con la rinuncia definitiva al punto di vista esclusivamente antropocentrico di quella che appare una sempre più «fragile umanità», racconta Simonetta Zanon.
«Se solo vent’anni fa la Convenzione Europea del Paesaggio apriva finalmente la stagione del paesaggio delle persone e delle comunità, ricollocate al centro di una scena che non richiede più di essere contemplata ma deve essere vissuta consapevolmente, oggi appare necessaria un’altra svolta altrettanto radicale, di pensiero e azione, teorie e pratiche, questa volta nella direzione del superamento dei confini delle specie.

Pensare diversamente le relazioni tra gli esseri viventi per condividere la Terra con tutte le forme di vita che la abitano comporta la necessità di rinnovare anche la nostra idea di progetto per un ambiente che non può più essere pensato esclusivamente come umano né, tanto meno, fondarsi su una dialettica, quella uomo-natura, rivelatasi in tutta la sua debolezza. Si tratterebbe, come hanno detto in molti, di abitare poeticamente la Terra e per farlo, affidandoci ancora una volta all’eredità culturale di Ippolito Pizzetti, possiamo partire dal giardino, l’habitat naturale e accogliente di tutti gli esseri viventi; lo spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza estetica, biologica, sociale; il luogo incantato della mescolanza di specie dove anche noi umani possiamo trovare il nostro posto al mondo».

Programma

Mercoledì 15 settembre ore 18
Incontro pubblico nel giardino della Fondazione Benetton, via Cornarotta 7-9, Treviso
Ingresso libero su prenotazione: T 0422 5121, fbsr@fbsr.it
Per accedere all’evento è necessario esibire il Green Pass.

Incontro con gli architetti paesaggisti Flavio Trinca ed Emanuele Von Normann, soci di Ippolito Pizzetti e Andreola Vettori nel periodo 1996-2007 nel loro Studio A&P Architettura del Paesaggio, in occasione della pubblicazione di Il mio posto al mondo/My place in the world, scritto di Ippolito Pizzetti uscito nel 1982 come introduzione alla raccolta dei suoi articoli Pollice verde (Rizzoli), oggi ripubblicato dalla Fondazione nella collana Memorie/Minima. Letture a cura di Livio Vianello, lettore e operatore culturale, con interventi al clarinetto di Oreste Sabadin.

Flavio Trinca, Emanuele Von Normann
Lo Studio A&P Architettura del Paesaggio è stato costituito nel 1996 a Roma, dai paesaggisti Ippolito Pizzetti e Andreola Vettori, insieme agli architetti Flavio Trinca e Emanuele von Normann i quali, già dal 1984 durante il loro percorso di studi universitari, si sono specializzati nella progettazione del paesaggio, proseguendo successivamente l’approfondimento di tale disciplina come ricercatori e docenti universitari presso la Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e presso l’Istituto Quasar Design University di Roma.
La specificità dello studio si è andata caratterizzando, nel corso degli anni, affiancando all’attività professionale quella di ricerca, esplicitata principalmente attraverso la divulgazione e la docenza nel campo della progettazione paesaggistica ed attraverso la partecipazione a numerosi concorsi nazionali e internazionali di progettazione.
In questi due decenni di attività, lo studio si è occupato dello sviluppo di progetti professionali, e di concorsi per parchi, giardini e verde urbano, in Italia e all’estero; tale attività è documentata in articoli, pubblicazioni ed esposizioni.
Dal 2008, a seguito della scomparsa del prof. Ippolito Pizzetti, lo studio è costituito dagli architetti Flavio Trinca e Emanuele von Normann.

Venerdì 17 settembre ore 18
Conferenza online sulla piattaforma Zoom e proiezione online

In giardino. Metafisica della mescolanza, conferenza su Zoom di Emanuele Coccia, filosofo, professore associato presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi. Link per l’iscrizione e materiali di approfondimento nel sito www.fbsr.it

«Abbiamo adorato dèi antropomorfi e fatto per millenni degli animali l’oggetto del nostro culto. Eppure la forza cosmogonica più importante sul nostro pianeta sono le piante: sono loro le nostre ultime divinità. Sono loro ad aver prodotto il mondo così come lo conosciamo e lo abitiamo. Sono loro a mantenerlo in vita. Attraverso la fotosintesi, hanno permesso di cambiare lo statuto della materia che ricopre la crosta terrestre, trasformandola in centro di accumulazione dell’energia solare. E soprattutto hanno trasformato irreversibilmente la nostra atmosfera. Non illudiamoci: lungi dall’essere un elemento qualunque del paesaggio terrestre, le piante cesellano e scolpiscono incessantemente il volto del nostro mondo».
(Tratto da Emanuele Coccia, La vita delle piante. Metafisica della mescolanza, Il Mulino, Bologna 2018, risvolto di copertina)
Le ricerche di Emanuele Coccia intrecciano discipline e questioni molteplici, dagli studi sull’averroismo allo statuto ontologico delle immagini, dal loro potere normativo all’indagine sulla natura del vivente, alle riflessioni sull’agricoltura simmetrica e alla foresta come Biennale millenaria. È editorialista di «Libération», collabora con «Le Monde» e «la Repubblica». Nel 2019 ha contribuito all’esposizione Nous les Arbres della Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi. Tra le sue pubblicazioni: La vita sensibile (Il Mulino, 2011); Il bene nelle cose (Il Mulino, 2014); La vita delle piante. Metafisica della mescolanza (il Mulino, 2018, tradotto in undici lingue e Prix des Rencontres philosophiques de Monaco 2017); Metamorphoses (Payot et Rivages, 2020); Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità (Einaudi, 2021).

La quinta stagione (La cinquième saison)
A seguire, proiezione del film di Peter Brosens e Jessica Woodworth (Belgio, Olanda, Francia 2012, 93’), introdotto da Luciano Morbiato, esperto e critico di cinema.
La password per accedere alla visione gratuita del film nel canale Vimeo della Fondazione sarà comunicata al termine dell’incontro.

Una misteriosa calamità ha colpito un villaggio belga nella regione delle Ardenne: la primavera si rifiuta di arrivare. Il ciclo della natura si è spezzato, e in questo inverno infinito le api scompaiono, le mucche non producono più latte e la carestia incombe. Alice e Thomas, due adolescenti del villaggio, si battono per dare un senso alle loro vite in un mondo che intorno a loro si sta spegnendo.
Con questo film i registi completano la trilogia nata con Khadak (Leone del Futuro a Venezia nel 2006) e Altiplano, raccontando la deriva apocalittica del conflitto tra uomo e natura, trasformandola in un vero e proprio viaggio di visione, tra spunti antropologici e spietate allegorie.

Mercoledì 22 settembre ore 17
Seminario online sulla piattaforma Zoom
Link per l’iscrizione e materiali di approfondimento nel sito www.fbsr.it

Work in progress. Ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie
Seminario con Lucina Caravaggi, professore ordinario di Architettura del Paesaggio, Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma; Lorenza Gasparella, paesaggista, assegnista di ricerca presso l’Università Iuav di Venezia; Azzurra Muzzonigro, architetto, ricercatrice urbana indipendente, co-fondatrice della piattaforma di ricerca multidisciplinare Waiting Posthuman Studio. Coordina Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

«I paesaggisti hanno in comune uno sguardo capace di osservare le specie viventi come compagne di strada del progetto e non come banali “strumenti”. Fino a qualche anno fa questa centralità era difficile da affermare, e i paesaggisti sono stati considerati soggetti marginali, esponenti di un mondo soft, separato dalle dinamiche reali. Il progetto di paesaggio invece, lungi dall’essere accessorio e decorativo, è un progetto duro, e necessario, oggi più che mai» afferma Lucina Caravaggi.

Lorenza Gasparella rifletterà sulle relazioni che l’uomo ha sviluppato nel corso dei secoli con gli altri animali: «“cattura”, “domesticazione”, “allevamento”, “esposizione”, “addestramento”, “alleanza”, “lotta”. Alcune di queste si rispecchiano, più di altre, in architetture e luoghi, diffusi anche oltre il muro del giardino, che, in modo più o meno intenzionale, rappresentano gli indizi di un pensiero progettuale costruito sulla profonda conoscenza “dell’altro da sé”, che diventa corteggiamento, ricerca, simbiosi. In alcuni casi si sviluppano su un sottile equilibrio tra indipendenza e dipendenza che supera le nozioni di “selvatico” e “domestico” (o “addomesticato”) come opposti.
Mostrare attraverso alcuni dei luoghi più poetici della coabitazione con gli altri animali come gli esseri umani e gli animali non umani si relazionano all’ambiente in cui operano mette in evidenza come la trasformazione dei luoghi, la produzione di paesaggio, la costruzione di significati, la socialità siano co-costruzioni attuate attraverso le attività degli uomini a cui partecipano attivamente anche gli animali non umani».

Come immaginare e progettare città che includano l’altro da noi, lo straniero, il diverso?
Come anticipare spazi di vita in continua evoluzione, inclusivi del mondo animale e di quello vegetale? Come creare varchi per la biodiversità che attivino le potenzialità del margine?
A partire da queste domande, Azzurra Muzzonigro ha sviluppato diversi cantieri di ricerca sulle sfide della biodiversità urbana, fra animalità, contaminazione, indecisione, e tra questi il progetto Milano Animal City: Visioni per una città non-antropocentrica, con il quale si è indagato come sarebbero gli spazi della città che abitiamo se guardati da un occhio animale – un pipistrello, un ratto, un canarino…
Guardare la nostra città con gli occhi delle altre specie animali che la abitano è il fertile slittamento che sta alla base della ricerca ed è un’operazione fondamentale perché, sebbene vada da sé che non potremo mai guardare davvero come guardano un pipistrello, un ratto, un canarino, tuttavia sforzarsi di farlo significa innanzi tutto ammettere che il nostro non è che uno fra gli sguardi possibili ma non l’unico.

Mercoledì 15 settembre, incontro nel giardino della Fondazione Benetton (via Cornarotta 7-9, Treviso), ingresso libero su prenotazione: T 0422 5121, fbsr@fbsr.it. Per accedere all’evento è necessario esibire il Green Pass.
Venerdì 17 e mercoledì 22 settembre, incontri online sulla piattaforma Zoom, link per l’iscrizione e materiali di approfondimento nel sito www.fbsr.it
Per gli iscritti all’Albo degli Architetti sono previsti crediti formativi professionali per la partecipazione al seminario del 22 settembre.

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