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Industrie e problemi/I sindaci di Maniago e Fanna ascoltati a Trieste

Trieste – Le problematiche ambientali delle attività industriali del Maniaghese, in particolare cementificio e impianto di compostaggio, e le eventuali ricadute sanitarie legate al loro carico emissivo nuovamente al centro di una disamina in III Commissione consiliare presieduta da Ivo Moras (Lega).

Dopo le audizioni tenutesi il 4 luglio scorso con i comitati “No all’incenerimento di rifiuti – sì al riciclo” e “Campagna pulita”
e con l’associazione Ecoesis, questa volta a chiedere l’incontro sono stati i sindaci di Maniago e Fanna, rispettivamente Andrea Carli e Demis Bottecchia, ascoltati assieme a Stelio Vatta, direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa FVG), e a Lucio Bomben, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Azienda per l’assistenza sanitaria (Aas) n. 5 Friuli Occidentale. Presente alla seduta anche l’assessore regionale Fabio Scoccimarro.

Sotto attenzione sono stati gli inquinanti persistenti aero-dispersi, in particolare gli idrocarburi policlorobifenili
(Pcb) e le diossine, i biomonitoraggi a licheni e uova effettuati negli ultimi 10 anni, nonché i rilevamenti con le centraline per l’analisi della qualità dell’aria e delle emissioni odorigene.

Le risultanze che ci hanno fornito Azienda sanitaria e Arpa, in cui poniamo massima fiducia – hanno subito detto Carli e Bottecchia -, non inducono ad allarmismi; ci preoccuperemo nel momento in cui le cose dovessero cambiare, dati alla mano. Perché la salute dei cittadini è sempre al primo posto per un sindaco.
Il monitoraggio sull’impatto ambientale è garantito, inoltre, anche dal Consorzio industriale.

Nell’ultimo anno e mezzo – ha poi reso noto Carli – è stato richiesto dalla Bioman un ampliamento dello stabilimento, con anche interventi atti a limitare l’emissione odorigena. Seppure non obbligata, l’azienda ha chiesto una valutazione dell’impatto sulla salute dei cittadini attraverso la somministrazione di questionari. La verifica ha portato a risultati importanti, che determineranno autorizzazioni con restrizioni. Non da ultimo, il consorzio Nucleo di industrializzazione della provincia di Pordenone (Nip), che ha sede a Maniago, sta predisponendo con l’università di Udine un progetto legato allo sviluppo di un modello per la valutazione e il controllo degli impatti generati dalle aziende insediate presso il Nip stesso.

Il direttore Bomben ha quindi affermato la necessità di un intervento normativo regionale che consenta una analisi complessiva degli effetti prodotti da una alta concentrazione di attività industriali, pur in presenza di singole aziende le cui emissioni rientrano nei parametri di legge. Oggi, invece, si può intervenire solo su singola richiesta di parere fatta dall’azienda.

Il responsabile del dipartimento di prevenzione ha quindi spiegato le migliorie, dal 2015, dei biomonitoraggi grazie ai controlli a matrici biologiche quali carne di pollo e uova, queste ultime forti recettori di diossine e Pcb. Da uno studio su
240 uova, raccolte grazie alla collaborazione della popolazione maniaghese nell’arco di due settimane in 22 punti diversi, è emerso che solo in 3 uova sono stati trovati livelli più elevati seppure entro il range consentito, una distorsione dovuta anche alla gestione del pollaio. Un’altra proposta dell’Azienda è la possibilità di analizzare sangue e urine, come è già avvenuto per l’inceneritore di Torino, secondo uno studio complesso di tre anni che dovrebbe riguardare i lavoratori esposti alle emissioni, la popolazione interessata dalle ricadute delle emissioni, la popolazione non esposta.

I nostri livelli di attenzione devono essere sempre alti, ha chiosato Bomben che vorrebbe un’estensione delle analisi anche allo Spilimberghese e a tutte le zone della regione dove l’impatto dei fatto inquinanti è notevole.

Dal direttore Vatta la notizia, preannunciata anche dall’assessore Scoccimarro, che dal prossimo anno sul sito di Arpa FVG sarà possibile consultare un focus sulle condizioni ambientali del Maniaghese al pari di quanto oggi già è possibile fare per la Ferriera di Servola e per il Monfalconese. Mentre rispetto a luglio, la novità è che le analisi fatte a camino al cementificio Buzzi sono rassicuranti, ovvero i limiti sono rispettati.

Per il controllo dell’aria nel Maniaghese, ha reso noto poi, ci sono oltre a centraline fisse anche centraline mobili e presto saranno resi noti i risultati dello studio del periodo giugno
2017 – giugno 2019.

Dai consiglieri sono quindi seguite domande di approfondimento, a cominciare da Furio Honsell (OpenFVG) che ha chiesto quali siano esattamente gli strumenti legislativi richiesti da Bomben, quali i risultati delle analisi odorigene, come poter impedire alle imprese l’utilizzo dei cosiddetti olii pesanti, residui delle raffinerie.

Nicola Conficoni (Pd) si è detto soddisfatto che lo studio epidemiologico già da lui richiesto per il Pordenonese con una interrogazione alla Giunta regionale si stia svolgendo nel Maniaghese, ma ha voluto rassicurazioni sui tempi e sulla possibilità di allargarlo allo Spilimberghese.

I pentastellati Mauro Capozzella (anch’egli autore di diverse interrogazioni alla Giunta sull’argomento), Cristian Sergo e Andrea Ussai hanno denunciato i limiti di effettuare solo tre rilevazioni all’anno, si sono soffermati sulla pericolosità cancerogena dei Pcb, hanno chiesto specifiche sui rilevamenti effettuati da Arpa FVG ai camini del cementificio e dell’impianto di compostaggio e hanno poi fatto riferimento a dati emersi da indagini effettuate invece da loro. Inoltre hanno chiesto attenzione al nuovo impianto della Bioman di Maniago in merito a che tipo di emissioni ci saranno.

In chiusura, l’assessore Scoccimarro ha affermato che la Regione intende intensificare i controlli, infatti è stato rinforzato il protocollo con i carabinieri del Noe e ad Arpa è stato detto di aumentare il numero dei tecnici impiegati per le analisi sul territorio, oltre che informare le aziende e i cittadini ampliando il tipo di informazione che si rivolge loro.

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