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San Donà Museo della bonifica

Inaugurazione archivio storico Consorzio Bonifica Veneto Orientale

Presto, grazie alla piattaforma on line Terrevolute, (www.terrevolute.it), sarà possibile un accesso da remoto alle schede descrittive di ogni unità archivistica conservata presso le sedi amministrative del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale.
Nel complesso, il patrimonio documentario è costituito da oltre 13.000 unità archivistiche, custodite nelle sedi di Portogruaro e San Donà di Piave, al quale si aggiungono i numerosi manufatti idraulici, parte integrante del paesaggio di bonifica e caratterizzati da una non comune valenza estetica. Si tratta di un’enorme quantità di documenti (relazioni tecniche, progetti, cartografie, immagini storiche) che, adeguatamente inventariati e valorizzati, rappresentano una fonte imprescindibile non solo per la ricostruzione della storia istituzionale dell’Ente, ma anche, più in generale, per tracciare la storia socio-economica e l’evoluzione fisica dei territori che, nel corso del tempo, sono stati soggetti a interventi di bonifica e irrigazione, in vista di una gestione sostenibile dei territori stessi e delle economie che vi sussistono.
I consorzi di bonifica veneti, eredi della gloriosa tradizione veneziana in materia di governo delle acque e di valorizzazione economica del territorio, hanno una storia più che secolare.
Nei loro archivi è conservata una grande quantità di documenti di carattere amministrativo, tecnico e programmatico. Come è noto, essendo i Consorzi di bonifica degli enti pubblici economici, prescrive l’obbligo della conservazione e della consultabilità pubblica dei loro archivi.
Nel corso degli ultimi decenni alcuni di questi archivi sono stati sommariamente inventariati, altri sono stati, in tutto o in parte, conferiti ad agenzie che forniscono servizi di outsourcing archivistico.
Il lavoro fin qui svolto sul materiale del Consorzio di bonifica Veneto Orientale, nell’ambito del Progetto Terrevolute, coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Novello dell’Università di Padova, consentirà un rapido accesso alle schede descrittive di ogni unità archivistica, permettendo al Consorzio aprire i propri archivi a un pubblico più vasto rispetto a quello dei propri dipendenti, contribuendo allo sviluppo di “buone pratiche” non solo nella gestione del materiale archivistico ma anche, esigenza sempre più sentita dalla società civile e dalle istituzioni, nel campo della gestione responsabile del territorio, grazie alla grande mole di dati idro-geologici condivisi in rete.
Non meno importante, poi, la possibilità di utilizzare l’enorme messe di informazioni, finalmente ordinate e disponibili al pubblico, per un’efficace azione di promozione culturale del territorio attraverso la programmazione di attività da realizzarsi con gli istituti scolastici, con gli enti locali e con le numerose associazioni operanti sul territorio stesso.

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