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Il racconto della montagna: pittura 800/900 a Palazzo Sarcinelli-Conegliano

Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Fondazione Cortina 2021, la collaborazione della sezione del CAI di Conegliano e della Società Alpina delle Giulie di Trieste, Il racconto della montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento, dal 6 marzo al 5 luglio, è il terzo appuntamento del ciclo dedicato al paesaggio nella pittura veneta tra XIX e XX secolo a Palazzo Sarcinelli. Curata da Giandomenico Romanelli e Franca Lugato, l’esposizione è volta ad approfondire il tema della montagna, che si presenta in forma significativa nella pittura italiana di veduta già a partire dalla metà dell’Ottocento, acquistando una sempre più decisa caratterizzazione tra la fine del secolo e i primi decenni del successivo, anche grazie alle esplorazioni scientifiche e alla conquista delle più alte cime.

Accanto alle opere di celebri autori italiani e stranieri che hanno frequentato principalmente le Dolomiti, da Ciardi a Compton, da Sartorelli a Pellis, da Wolf Ferrari a Chitarin provenienti da diverse collezioni private e pubbliche, i visitatori potranno (ri)scoprire anche i paesaggi alpini di artisti meno noti. Oltre ai dipinti, la rassegna presenta una selezione di pubblicistica, cartografia, volumi, stampe, a testimonianza della fortuna e del crescente richiamo che il tema assume nella seconda metà dell’Ottocento. Oltre che importante meta turistica, in linea con una tendenza diffusa in altri paesi europei come la Francia e la Gran Bretagna, la montagna ha rappresentato, infatti, un segno identitario dell’Italia e del suo patrimonio culturale, parallelamente al compimento dell’unità nazionale.

In questo contesto le Dolomiti costituiscono un assoluto protagonista grazie alle loro possibilità formali e cromatiche. Il primo libro dedicato alla loro esplorazione, The Dolomite Mountains, pubblicato nel 1864, scritto e illustrato da due viaggiatori britannici, Josiah Gilbert e George Cheetham Churchill, apre il percorso espositivo. Con questa pubblicazione le Dolomiti vengono inserite definitivamente in quel tour alpino, che il romanticismo ha contribuito a rendere di moda oltre Manica. Armati di block notes e colori, Josiah e George esplorano zone piuttosto sconosciute delle Alpi insieme alle loro mogli, che li aiutano nei rapporti con quei popoli indigeni incredibilmente introversi. Il loro amore per le Dolomiti fa sì che imparino a conoscere una per una le numerose valli alpine, che frequentano dal 1861 al 1863. Queste due coppie rappresentano “i primi turisti in assoluto” delle moderne Dolomiti.

Accanto a questo volume viene presentato anche il Bel Paese dell’abate Antonio Stoppani. Geologo, paleontologo, naturalista e patriota, Stoppani dà alle stampe nel 1876 quello che diverrà presto un best seller (contava già 40 edizioni a vent’anni dalla sua prima pubblicazione), destinato a costituire la magna carta della geografia dello Stivale. Suddiviso in serate, cioè in narrazioni rivolte nella finzione letteraria ai suoi nipotini riuniti davanti al camino, Stoppani invita a prender coscienza del patrimonio naturalistico del Paese. Nel libro sono inoltre evidenziati il ruolo e la potenzialità del CAI, il Club Alpino Italiano fondato ufficialmente il 23 ottobre del 1863 da Quintino Sella, descritto come una sorta di sentinella ambientalista ante litteram.

Il percorso s’incentra anche sulla “riscoperta” della figura del trevigiano Giuseppe Mazzotti (1907-1981), critico d’arte, scrittore e saggista, nonché direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo, autore e curatore di numerosi lavori per la promozione del territorio. Nel suo fortunato La montagna presa in giro Mazzotti preannuncia il timore di un turismo sfrenato e non di qualità, osservando i nuovi costumi e le recenti liturgie attorno alla montagna e denunciando con ironia le “smanie” di villeggiatura che “inquinano” la bellezza: dalle attrezzature sportive ai segnali colorati per indicare i sentieri, dagli elegantoni alle femmes fatales, dai beoni alle automobili.
La selezione di manifesti dei primi decenni del Novecento provenienti dalla collezione Salce di Treviso arricchisce il racconto con la pubblicità degli sport invernali, in particolare grazie ai lavori dell’austro-italiano Franz Lenhart incentrati sulle Dolomiti e Cortina. Perfetti nel taglio modernista, nella tipizzazione dei personaggi, nella essenzialità decorativa dei paesaggi, nell’anti naturalismo e nella vivacissima gamma cromatica, ci raccontano una montagna giovane, felice e dinamica con uno stile che richiama la grande tradizione cartellonistica italiana e francese del primo Novecento e un accenno al sintetismo elegante tipico delle riviste americane.
Informazioni
www.mostramontagna.it

Prenotazioni e informazioni
Call center 0438-1932123

Orari
Da martedì a venerdì 10.00 – 18.00
Sabato e domenica 10.00 – 19.00
Lunedì chiuso

Biglietti
Biglietto intero € 11
Biglietto ridotto € 8,50 per studenti, adulti over 65 anni, convenzioni, gruppi con almeno 10 unità, residenti nel Comune di Conegliano nei giorni feriali
Biglietto ridotto € 7,00 per gruppi da 10 a 25
Biglietto speciale € 7,00 per tutti i membri CAI
Biglietto ridotto speciale € 6,00 per gruppi Astarte
Biglietto scuole € 4,00

Gratuito
minori di 18 anni, disabili, guide autorizzate, accompagnatori gruppi, giornalisti, membri ICOM.

Diritto di prenotazione
€ 1,50
VISITE GUIDATE (gruppi di massimo 25 persone)
€ 100 visita guidata in italiano
€ 120 visita guidata in inglese
€ 70 visita scolaresche
€ 85 visita scolaresche con attività

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