Veneto

Il punto sul maltempo che ha investito il Veneto

Quella appena trascorsa è stata una notte particolarmente difficile per il sistema di Protezione civile regionale a causa del maltempo nel Bellunese: il Meschio è esondato a Cordignano (vedi nostro articolo del mattino) creando numerosi allagamenti, ed è in corso l’evacuazione dei 76 ospiti della casa di riposo del Comune di Alpago con autoambulanze che dirottano gli ospiti sull’altra casa di riposo di Ponte nelle Alpi e, in misura inferiore, in quella di Pieve di Cadore.

Nell’alto Bellunese il rischio valanghe resta alto.

La notte è stata particolarmente complessa, tra dissesti e frane che si sono verificati in provincia di Belluno, nell’Agordino, in Alpago nel Feltrino.

In provincia di Belluno, sono oltre 250 gli interventi di soccorso già eseguiti dai vigili del fuoco per il maltempo che da venerdì sta interessando la provincia, 40 attualmente in corso di svolgimento,160 in attesa.

I vigili del fuoco stanno operando con oltre 100 operatori tra personale permanente e volontario.
Il dispositivo di soccorso è stato rafforzato con personale proveniente dalle sezioni della colonna mobile della Regione Lombardia oltre che dagli altri comandi del veneto.

Le situazioni più impegnative nell’Alpago, dove in alcuni punti come in località Puos l’acqua ha superato il metro d’altezza.

Le squadre stanno operando con motopompe e idrovore per svuotare gli edifici allagati.
Sul posto anche 11 squadre di nove distretti della Città metropolitana di Venezia con circa una cinquantina di volontari della Protezione Civile e 15 mezzi.

Situazione critica per allagamenti anche nel feltrino.

Un mezzo polivalente dei vigili del fuoco ieri sera è precipitato per il crollo di un di un ponte in località Ren.
Il personale è riuscito a mettersi in salvo prima del cedimento.

Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha avviato l’iter per la dichiarazione dello stato di crisi per le zone della regione colpite dal maltempo.
Inoltrata al Dipartimento nazionale della Protezione Civile Nazionale per la richiesta di dichiarazione proclamazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, il decreto resterà “aperto” al fine di consentire agli enti locali di effettuare il censimento dei danni a opere pubbliche, infrastrutture, privati, aziende e siti produttivi e comunicarne gli esiti ai competenti uffici regionali.

Lo stato di crisi, al momento, riguarda comuni delle zone dell’Alto Vicentino, della Pedemontana trevigiana e il territorio della Provincia di Belluno.

A Cordignano prosegue l’opera di pulizia e svuotamento garage e scantinati.
Il Meschio nella sua fuoriuscita ha allagato alcuni quartieri di Cordignano.
Sul posto oltre ai Vigili del Fuoco anche squadre della Protezione Civile.
L’evento a Cordignano è stato causato da un’intensità di pioggia localizzata di circa 40 mm in due ore, tra l’una e le tre di notte.
Il Consorzio di Bonifica ha in uso uno scolmatore di piena che scarica dal Meschio a Cava Merotto.
Lo scolmatore è stato aperto ieri pomeriggio ed ha funzionato tutta la notte, ma è ovviamente è stato insufficiente.

Fiumi in piena
Massima attenzione per il Piave che nel primo pomeriggio ha raggiunto la piena a 8,36 mt.

Chi ha le abitazioni in golena tra Ponte di Piave, Fagarè e Zenson ha provveduto allo sgombero.
L’ultima volta di una situazione del genere, anche se molto più acuta, è stato ottobre 2018 con Vaia con il livello del Piave che è andato sui 10-11 mt. (due immagini a confronto: oggi e il 30.10.2018)

La stessa casa. In alto con la piena di oggi, nella seconda nella piena del 30.10.2018


In tutta la zona sono state chiuse le chiaviche e accese le idrovore.

E ancora, due foto che ritraggono la piena del 30.10.2018 e quella odierna con il ponte della ferrovia in primo piano:

piena del 30.10.2018
piena del 06.12.2020

A Nervesa della Battaglia è stata fatta evacuare a titolo precauzionale la coppia di gestori di un piccolo sito per ultraleggeri. La pista era invasa dall’acqua e loro abitano lì vicino.

Osservati speciali anche:

  • Monticano: è stato interessato in mattinata da una seconda piena.
    Tutti gli impianti idrovori in funzione, non si segnalano criticità
  • Livenza: sempre in lento aumento, anche perché il suo bacino è decisamente montano.
    Livelli alti ma ancora non sopra le soglie critiche

Effetti del maltempo sulla circolazione ferroviaria:

  • servizio BELLUNO – MONTEBELLUNA sospeso;
  • servizio BELLUNO – CALALZO limitato con qualche corsa nel tratto Belluno – Longarone;
  • servizio BELLUNO – CONEGLIANO sospeso.

Viabilità
Novantacinque gli operatori di Veneto Strade coinvolti direttamente, oltre ai dipendenti di 15 ditte esterne per un totale di 200 persone che da venerdì sera sono sulle strade.
La frana più importante si è verificata sulla Sp 251 della Val di Zoldo e Val Cellina in comune di Forno di Zoldo in località Soffranco.
Purtroppo per ripristinare completamente la circolazione ci vorranno una ventina di giorni. Bisognerà mettere in sicurezza il versante di frana.
Per i residenti ci sono comunque strade alternative.
La situazione è sotto controllo, nella notte ci sono stati 4 smottamenti sull’agordina prontamente sistemati tanto che dalle 7.30 la strada era percorribile.

A Fregona, tratto strada 115, chiusa per dissesto fondo stradale per una frana.
Fregona, provinciale 422 direzione Cansiglio chiusa per smottamento manto stradale causato da una frana
San Boldo, statale 635 chiusa per alberi caduti sulla carreggiata.

Turisti diretti in Montagna

Nonostante le raccomandazioni ci sono code di auto che si dirigono verso la montagna.
La Statale 51 di Alemagna è interessata in più punti da smottamenti.
Ma quello che preoccupa maggiormente, come evidenziato dall’appello del sindaco di Auronzo che si ritrova con auto di turisti che cercano di raggiungere Misurina.
Tatiana Pais Becher ricorda che la strada SP48 delle Dolomiti è chiusa !!
“Chiedo a turisti e residenti di rispettare il cartello di CHIUSURA DELLA SP48 DELLE DOLOMITI nel tratto che da Auronzo sale a Misurina e verso Cortina fino a località Alverà.
I CARABINIERI della stazione di Auronzo mi segnalano la presenza di decine di auto che vengono rispedite indietro, mentre i CARABINIERI FORESTALI della stazione di Vigo mi segnalano che la coltre di neve supera il metro abbondante da Federavecchia e la strada non è percorribile nemmeno a senso unico al momento. “

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