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Il lupo è tornato a popolare le Dolomiti ma in particolare la Pedemontana

Lo testimonia lo studio realizzato dall’Associazione “io non ho paura del lupo”
Sul suo sito, la mappa aggiornata a dicembre, dove sono ben evidenziate le aree dove i branchi si aggirano.
L’Associazione evidenzia come i “Numeri sono in crescita e ci sono ancora aree di espansione”.
Il lupo ha trovato in Trentino Alto Adige, Veneto e in parte del Friuli Venezia Giulia un territorio ottimale in cui stabilirsi e riprodursi.
Come si legge la mappa:

Il ritratto del lupo in celeste è un branco confermato. Ovvero, sono due lupi di sesso opposto che si sono riprodotti almeno una volta ed occupano un territorio stabile e ad uso esclusivo, la cui presenza è stata confermata da enti istituzionali.
In Giallo è un branco altamente probabile. Sono due lupi di sesso opposto che si sono riprodotti almeno una volta ed occupano un territorio stabile e ad uso esclusivo, e la cui presenza NON è ancora stata confermata da enti istituzionali (Regioni, Province, etc) ma per il quale la mole di dati raccolti ed elaborati attraverso segnalazioni, avvistamenti diretti, tracciatura su neve e altre indagini, rende altamente probabile la formazione di un nucleo familiare su quel territorio.
I due lupi di colore giallo e arancione significa la presenza di una coppia. Sono due lupi di sesso opposto che si sono stabiliti su un territorio in maniera stabile, ma che ancora non hanno dato vita ad un branco attraverso la riproduzione.
Infine l’impronta rossa, riporta il luogo dove è stato rinvenuto un lupo senza vita a seguito ad impatto con autoveicoli, atti di bracconaggio o morti per altre cause.
Fa impressione come un’impronta rossa sia posizionata in aperta pianura a Resana nel trevigiano dove nel febbraio del 2019 venne rinvenuto la carcassa di un lupo.
Poi ben tre casi nei Magredi in provincia di Pordenone e la femmina di lupo rinvenuta senza vita a Talmassons nella bassa udiense.

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