Venezia

Il grano ucraino arriva in Italia, a Portogruaro anche con un insolito servizio di treni merci

Non solo via nave, anche via treno il grano ucraino arriva Italia grazie ai treni merci che collegano Maťovce all’Interporto di Portogruaro destinati ai silos della Cereal Docks.

Il servizio è possibile grazie alla partecipazione di vari soggetti, innanzitutto il vettore della Repubblica Ceca (ČD Cargo Logistics) che trasborda il carico dai carri merci con scartamento largo, in uso in Ucraina così come nel resto della Russia, allo scartamento europeo.

Ideatrice del collegamento via ferrovia è la società ceca Resilient che appartiene al gruppo agricolo ceco-danese-ucraino Agromino, il cui proprietario di maggioranza è l’imprenditore ceco Petr Krogman.
Agromino coltiva in Ucraina su 42.000 ettari, di cui in gran parte nell’est del Paese, nelle vicinanze di Kharkiv, da dove proviene il grano trasportato su rotaia

Il primo treno merci ha lasciato Maťovce alla fine di novembre per prendere la destinazione lì’interporto di Portogruaro, in Italia.
Il servizio di logistica è raccontato con maggiori dettagli, ad esempio sul tipo di carri merci utilizzati, dalla piattaforma Railvolution e rimbalzata da Intermodale24.
In questo articolo si sottolinea le difficoltà di far giungere il carico sulle infrastrutture italiane a causa dei limiti di carico dei sacchi, che possono contenere fino a 14 tonnellate di merce. “Al massimo carico possibile, c’è già il rischio che il treno debba circolare come Trasporto Eccezionale in Italia, la cui infrastruttura ha regole di carico [probabilmente il limite di peso assiale, n.d.t.] più restrittive, rispetto a quella di altri Paesi attraversati”.

Inoltre, altro problema evidenziato, “la comunicazione lenta e poco chiara con gli stakeholder italiani coinvolti”.
Come sempre l’Italia si dimostra poco flessibile ne è la dimostrazione anche sulla “negoziazione della fornitura del materiale rotabile e l’assegnazione di capacità infrastrutturale (assegnazione delle tracce) sulla tratta attraverso l’Austria verso l’Italia per il valico di frontiera fino alla stazione di Tarvisio Boscoverde la cui procedura è stata piuttosto lunga”.
L’articolo evidenzia inoltre che “A causa di tutte queste circostanze, il treno ha effettivamente atteso alcune settimane per poter essere lanciato”.

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