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Il femminicidio di Roveredo in Piano/Agli agenti l’omicida aveva detto di aver trovato un ladro in casa

Si è presentato al Corpo di guardia della Questura poco prima dell’una della scorsa notte, affermando che poco prima, nella sua abitazione di Roveredo in Piano, aveva avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa.

Al poliziotto però non sfuggivano i tagli che aveva sulle mani, oltre alle macchie di sangue sui vestiti.
Solo in un secondo momento, il 33enne infermiere aggiungeva di aver avuto una lite con la moglie.
E allora che il poliziotto allertava due equipaggi della Squadra Volante affinchè raggiungessero l’abitazione di Via martin Luther King a Roveredo in Piano, facendo intervenire anche un’ambulanza del 118 ed una pattuglia dei Vigili del Fuoco.
Purtroppo, una volta giunti sul posto, gli Agenti di Polizia trovavano la giovane donna, una 34enne pordenonese, compagna dell’uomo, riversa su un fianco in camera da letto, priva di vita e con ferite da arma da taglio al collo.

Sul posto veniva quindi chiamato il Pubblico Ministero di turno, dott. Federico Facchin, personale della Polizia Scientifica per l’effettuazione dei primi rilievi ed il Medico Legale dell’Istituto di Medicina Legale di Pordenone.

Il 33enne invece veniva tratto in arresto per il reato di omicidio volontario pluriaggravato e stamani in Questura è sottoposto all’interrogatorio che dovrà delineare il contesto ed il movente del femminicidio.
L’abitazione è sotto sequestro per ulteriori accertamenti ai fini della ricostruzione della scena del crimine.
Oggi vi si recheranno in sopralluogo anche gli esperti dell’ERT (Esperti Ricerca Tracce) dell’Unità Analisi Crimine Violento della Polizia Scientifica di Padova.

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