Veneto

Il caso della villetta esplosa finisce su Striscia la Notizia

Non è stata una bomba a far esplodere la sua villetta, in via Rienza a Padova, ma lui, Giuliano Pelusi, sarà costretto a vivere ancora a lungo in camper.
Nemmeno la consulenza tecnica del perito nominato dal Tribunale, e che ha escluso la presenza di un ordigno, (l’unico motivo di esclusione della polizza assicurativa), è bastata a Vittoria Assicurazioni per decidersi a risarcire il suo assicurato.

La compagnia ha già fatto sapere che non intende pagare e sarà inevitabile una causa.

Una vicenda kafkiana che non poteva non destare l’interesse del noto inviato di Striscia la Notizia, il padovano Moreno Morello, che vi ha dedicato uno dei graffianti servizi della sua rubrica “Ti assicuro che non pago”, con un intervista al Presidente di Studio3A, dott. Ermes Trovò, che andrà in onda nella puntata di questa sera, giovedì 25 giugno 2020, del Tg satirico di Canale 5.

La deflagrazione che distrusse la casa di Giuliano Pelusi si verificò nella tarda serata del 19 febbraio 2019: per fortuna il proprietario, che in quell’immobile a due piani aveva la residenza, non era in casa.
I vigili del fuoco di Padova, quando giunsero sul posto, si preoccupano in primis di accertare che sotto le macerie non vi fossero vittime, ma per il resto poterono ben poco: lo scoppio sventrò le pareti della porzione ovest dell’edificio, che poi, alle 13.30 del giorno successivo crollò completamente accartocciandosi su se stesso.

La Procura di Padova, tramite il Pm dott. Benedetto Manlio Roberti, apri poi un fascicolo contro ignoti e pose sotto sequestro ciò che rimaneva del fabbricato: nei giorni precedenti, complice l’assenza del proprietario, la villetta era stata oggetto di due tentativi di furto regolarmente denunciati da Pelusi.

L’ufficiale di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco che ha condusse i primi accertamenti non escluse il dolo, anzi, paventò l’ipotesi di reato di “crollo di costruzione o altri disastri dolosi”, ma nel suo rapporto ammise che erano emersi dati contrastanti che non consentigvano di formulare ipotesi concrete in merito alla dinamica degli eventi, la cui causa più probabile resta quella di una fuga di gas.

Le indagini a tutto campo dei carabinieri di Padova, però, non producono elementi utili a identificare eventuali responsabili o alla prosecuzione delle indagini preliminari.
Il Pm chiede l’archiviazione del procedimento penale e, come richiesto dal proprietario, il dissequestro e la restituzione dell’immobile all’avente diritto: provvedimenti che il Gip del Tribunale patavino accoglie il 17 luglio 2019.

A quel punto il cinquantunenne si affida all’Area Manager Riccardo Vizzi di Studio3A-Valore S.p.A. per ottenere il risarcimento dei danni dall’Assicurazione.
Si tratta del contratto sottoscritto con Vittoria per un premio annuale di 337,62 euro regolarmente pagato e firmato già da qualche anno.

Poco dopo i periti di Studio3A e quello che opera per la compagnia di assicurazione, dopo diversi sopralluoghi e confronti, raggiungono un accordo sulla somma da liquidare.

I liquidatori di Vittoria, sconfessando l’operato dei loro stessi tecnici, e senza fornire inizialmente alcuna motivazione, non pagano e non rispondono più alle sollecitazioni di Studio3A, lasciando il loro assicurato, che ha perso una casa, in brache di tela e in un… camper, dov’è stato costretto a trasferirsi.

Studio3A presenterà poi un formale reclamo sul comportamento della compagnia all’Ivass, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, mentre la Vittoria estrae dal cilindro la storia della bomba, guarda caso l’unico motivo in polizza che escluderebbe il risarcimento.

Tesi che il perito nominato dal Tribunale certifica come insussistente: la casa non è venuta ne per una bomba, ne per l’esplosione di una bombola di gas, altra ipotesi ventilata dal perito dell’Assicurazione.

Essendo stati trovati i rubinetti del gas aperti, sia quello della cucina al pianterreno sia quello della caldaia al piano superiore, il Ctu propende quindi per l’ipotesi più logica e verosimile.
Ignoti si sarebbero introdotti in casa, avrebbero acceso al primo piano la fiamma di un cannello, ritrovato sul posto dai carabinieri, e aperto il gas saturando gli ambienti: quando il metano è salito al piano superiore e ha raggiunto la giusta saturazione, la fiamma libera del cannello ha causato lo scoppio.

A fronte di queste inequivocabili conclusioni, Studio3A è ritornato a chiedere a Vittoria di ottemperare ai suoi obblighi risarcitori nei confronti di Giuliano Pelusi, ma ancora un volta la richiesta per risolvere stragiudizialmente la controversia è caduta nel vuoto.

Anzi, la compagnia ha annunciato la presentazione di un atto di citazione per accertamento negativo di credito: in pratica non intende pagare.
Dopo tutto ciò che ha dovuto passare in questi mesi, il proprietario dell’immobile dovrà anche sostenere una causa, che vincerà di sicuro, ma intanto passeranno altri lunghi mesi.
Un caso assurdo ora denunciato anche da Striscia la Notizia.

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