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Gianluca Forcolin

Il bonus da 600€ costa la ricandidatura ai 3 leghisti veneti

Sono 600 euro che costeranno molto caro, quelli chiesti (e in un caso nemmeno presi) dai tre esponenti politici leghisti coinvolti nella vicenda del Bonus Inps.

La Lega ha infatti deciso di non ricandidarli alle prossime elezioni regionali.
Si dice già pentito Gianluca Forcolin, sicuramente il silurato più illustre, attuale Vicepresidente della Regione.
per lui, oltre al danno, la beffa.
La sua ricostruzione dell’accaduto infatti lo vede più vittima che opportunista.
A richiedere il famoso bonus sarebbe stato lo Studio di cui fa parte, senza comunicarglielo..e anche senza riceverlo, nel senso che l’Inps non gliel’ha riconosciuto.

Di rilievo anche gli altri due implicati, entrambi affermanti di aver devoluto in beneficienza la somma.
Riccardo Barbisan è vice capogruppo del carroccio al Consiglio regionale.
Il travigiano figura anche come consigliere comunale nel capoluogo della Marca.

Il terzo è il veronese Alessandro Montagnoli, presidente di Commissione in Regione.
Come ricorda Luca Zaia, per loro non si parla certo di un reato, ma di una mossa politicamente alquanto inopportuna, e c’è da credere che, visti gli 8 mila euro di stipendio mensile per il ruolo in regione, molta parte dell’elettorato leghista la pensi allo stesso modo.

I tre casi veneti non sono certo unici ed anzi un po’ impallidiscono davanti al più clamoroso friulano.
Nella regione vicina infatti, il consigliere regionale Matiussi ha incassato il bonus e non si sente per nulla sulla via del pentimento, anzi, un po’ infastidito dalle polemiche.
Del resto, durante il lockdown ha dovuto chiudere Hotel, bar e ristorante di proprietà.

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