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L Ospedale di Mirano

Il 72enne morto dopo un intervento al piede/Mercoledì l’autopsia: aperto un fascicolo per omicidio colposo

Sarà effettuata mercoledì 27 gennaio 2021, alle 15, l’autopsia sulla salma di Luigi Geretto, il 72enne di Mira trovato senza vita nel suo letto d’ospedale, nel nosocomio di Mirano, la mattina del 19 gennaio, una settimana dopo un intervento di routine al piede.

Riscontrando l’esposto dei familiari della vittima, assistiti da Studio3A, il Pubblico Ministero della Procura di Venezia, dott. Massimo Michelozzi, ha aperto un procedimento penale con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto di procedere a un accertamento tecnico non ripetibile per chiarire le cause del decesso, nominando a tale scopo come proprio consulente tecnico il dott. Giovanni Cecchetto, dell’Istituto di Medicina Legale di Padova: l’incarico sarà conferito domani alla Cittadella della Giustizia, a Santa Croce a Venezia.

Alle operazioni peritali che si svolgeranno mercoledì all’ospedale dell’Angelo di Mestre o in quello di Dolo, a seconda dell’esito (atteso in queste ore) del tampone a cui è stata sottoposta la vittima, parteciperà anche il dott. El Mazloum Rafi, medico legale di parte per la famiglia di Geretto messo a disposizione di Studio3A.

La tragedia risale invece a martedì 19 gennaio scorso, all’ospedale di Mirano.
Geretto soffriva da tempo di diabete mellito, ma era in cura e regolarmente monitorato: come tutti i diabetici, lamentava difficoltà circolatorie agli arti inferiori, ma per il resto godeva di buona salute e non era ritenuto un soggetto a rischio.

Poco prima di Natale però gli era uscita una pustola al quarto dito del piede sinistro, infezione tipica della sua malattia: i medici di Mirano avevano ritenuto che non fosse urgente intervenire subito, ma il problema si era aggravato estendendosi anche al quinto dito.

Il 12 gennaio Geretto era stato pertanto operato d’urgenza, in anestesia locale, per l’amputazione delle due dita e l’operazione era riuscita, secondo i sanitari, che tuttavia hanno ritenuto di tenerlo ricoverato ancora per una ventina di giorni per abbassare i valori del diabete, che si erano innalzati.
Dopo una settimana in cui il paziente aveva lamentato e riferito ai familiari, che potevano sentirlo solo per telefono (a causa delle restrizioni per la pandemia), e ai dottori continui dolori allo stomaco e alle gambe, all’improvviso, il 19 gennaio, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la telefonata dall’ospedale che comunicava ai congiunti il decesso del loro caro.

La moglie e i figli, sconvolti, hanno chiesto come e quando fosse successo, ma non hanno ricevuto risposte se non che la morte era stata dovuta a un arresto cardiaco: il settantaduenne infatti era stato ritrovato senza vita al mattino nel suo letto da un’infermiera che gli stava portando le pillole.

Di fronte ai tanti interrogativi, la famiglia della vittima ha deciso di affidarsi a Studio3A-Valore S.p.A., ed è stato presentato un esposto alla magistratura chiedendo di chiarire quando e di cosa esattamente sia morto il paziente, se a essergli fatale possa essere stato uno shock settico collegato all’infezione al piede, perché non fosse monitorato trattandosi di un soggetto diabetico, sofferente di noti problemi circolatori alle gambe che avrebbero potuto causare trombosi e, per di più, reduce da una recente operazione, e se un eventuale monitoraggio avrebbe potuto salvarlo. Tutte domande che la Procura ha ritenuto evidentemente legittime e a cui dovrebbe dare una prima risposta la perizia autoptica.

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