Treviso

Il 17enne travolto da una Jeep a Castelfranco: per i familiari una tragedia che si sarebbe potuto evitare se l’auto avesse rispettato i limiti

I familiari di Kevin Carraro, il 17enne di Villarazzo di Castelfranco ennesima vittima di quest’agosto nero sulle strade della Marca, non ci stanno che venga gettata sul giovanissimo anche la responsabilità del tragico incidente di cui è rimasto vittima a Campigo di Castelfranco, sul cavalcavia di via Lovara, a mezzanotte e mezza di giovedì 25 agosto.

Com’è tristemente noto Carraro, lascia in un dolore senza fine papà Alfieri, mamma Roberta, la sorella Giada e l’amata nonna Carla, stava rincasando in sella alla sua mountain bike assieme ad altri sei amici e coetanei.
“Pedalavano in gruppo – spiegano i suoi cari, che hanno ovviamente sentito gli altri ragazzi che erano con lui -, quando è sopraggiunto alle loro spalle il Suv ad alta velocità che poi lo avrebbe travolto.
A quel punto i ragazzi si sono spostati in fretta sulla destra per disporsi in fila indiana. Mentre Kevin, che si trovava in una posizione più adiacente alla linea di mezzeria, si è spostato sulla sinistra per permettere il passaggio del Renegade, probabilmente calcolando di non riuscire a rientrare sul lato destro in tempo.
Purtroppo il conducente si è limitato soltanto ad abbagliare e suonare il clacson senza rallentare la sua folle corsa.
In quel punto vige il limite di velocità 50 km/h.

Il conducente della Jeep Renegade, un appena 20enne di Vedelago, è infatti indagato per omicidio stradale e l’inchiesta della Procura trevigiana dovrà appurare l’esatta dinamica, le cause e tutte le responsabilità del sinistro.

I congiunti di Kevin, che si sono affidati a Studio3A, sono in attesa del nulla osta per poter celebrare i funerali che con ogni probabilità si terranno all’inizio della prossima settimana, nella chiesa di Castelfranco Veneto. A Villarazzo, il giorno prima delle esequie, dovrebbe essere invece recitato il rosario.

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