Home -> Venezia -> Ieri sera nuova rissa a Jesolo. Un ragazzo finito in ospedale E’ già rientrato a Bressanone

Ieri sera nuova rissa a Jesolo. Un ragazzo finito in ospedale E’ già rientrato a Bressanone

Una zuffa è scoppiata ieri notte intorno alle 2 in piazza Mazzini a Jesolo.
I video della rissa stanno circolando in queste ore sui social network.

La zuffa che è sfociata con calci e pugni e un turista altoatesino è rimasto ferito nel parapiglia che ha coinvolto quattro suoi amici e uno straniero.

Il ferito, un 30enne è stato trasportato all’ospedale e ricoverato con una prognosi di 35 giorni all’ospedale di San Donà di Piave per lesioni ad un femore e a una vertebra.

Il giovane stamane, ha chiesto ai sanitari dell’ospedale di San Donà di Piave di essere dimesso ed è già rientrato a Bressanone.

Gli altri partecipanti alla rissa sono tutti fuggiti prima dell’arrivo della Polizia, che ora sta indagando anche grazie all’esame dei filmati.
Già identificati alcuni dei partecipanti.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Valerio Zoggia:
“Sono rattristato per questo ennesimo episodio di violenza che ha lasciato dietro di sé feriti e che, ancora una volta ha ferito Jesolo e la sua comunità. Allo stesso tempo sono anche arrabbiato per l’età delle persone coinvolte in questa vicenda che non sono dei ragazzini ma giovani adulti.

Alla ferma condanna dell’accaduto e all’auspicio che le forze di polizia possano individuare e punire i responsabili, l’amministrazione valuterà anche la richiesta di risarcimento per il danno d’immagine. Sento tuttavia il dovere, come sindaco e come padre, di lanciare l’appello ad una attenta riflessione che coinvolga tutta la società e le istituzioni.

Quanto accaduto la scorsa sera a Jesolo e quello che accade sempre più spesso un po’ in tutto il Paese, mi porta a dire che i giovani hanno perso il senso del limite.
Troppo spesso la ricerca del divertimento sembra passare per l’abuso di alcolici.

Troppo spesso la risposta ad uno sguardo di troppo o ad una frase sbagliata passa per la reazione fisica e violenta.
E questo accade non solo tra i giovanissimi ma anche tra adulti dai quali ci aspetta maggiore senso di responsabilità, di maturità.
A tutto questo non si può continuare a dare responsabilità alla politica o alle forze dell’ordine che stanno dando il massimo per tutelare l’ordine e la sicurezza e che non possono sostituirsi alla responsabilità personale.
Occorre che la società affronti sul serio il problema di questo modo di vivere dei giovani, che ne indaghi a fondo le ragioni e ne trovi le soluzioni.

La politica e le istituzioni ci sono e possono collaborare, ma occorre che tutti si sentano parte dell’educazione dei giovani. Nessuno può chiamarsi fuori”.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*