Veneto

I controlli della Finanza/Scoperti 20 lavoratori in nero: sospese sei attività

Negli ultimi due mesi, i militari del Comando Provinciale di Padova hanno intensificato i controlli contro l’inosservanza delle norme in materia di tutela del lavoro.
Nello specifico, la Compagnia di Cittadella ha avviato accertamenti sulla presenza nell’alta padovana di attività economiche, prevalentemente operanti per conto di imprese committenti, nel settore manifatturiero.

Alla preliminare indagine informativa è seguita una fase esecutiva, con l’avvio di mirate attività ispettive, svolte anche congiuntamente a personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Padova, che hanno consentito di individuare l’impiego di 18 lavoratori senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

Su segnalazione della stessa Compagnia, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Padova ha adottato 5 provvedimenti di sospensione dell’attività, ai sensi della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, in ragione dell’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 10% del totale dei lavoratori presenti sui vari luoghi controllati.
Sotto il profilo fiscale, inoltre, sono stati constatati omessi versamenti dell’imposta sul valore aggiunto, per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro.

I Finanzieri del Gruppo di Padova, invece, nell’ambito di un servizio di controllo economico del territorio, si sono recati in un locale commerciale della provincia dove veniva esercitata l’attività di pizzeria d’asporto, accertando l’impiego in nero di 2 lavoratori.
Anche in questa circostanza il numero delle persone intente a lavorare superava il 10% della forza lavoro totale presente all’atto dell’intervento e per tale ragione, su proposta del Reparto operante, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Padova ha adottato la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Tale provvedimento subordina la riapertura dell’attività economica al pagamento delle sanzioni amministrative, che vanno da un minimo di 36 mila euro fino a un massimo di 216 mila euro, e alla regolarizzazione delle violazioni accertate.

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