Friuli Venezia Giulia

I 30 anni del 118/In Fvg il 43% di chiamate è “improprio”

“Un ringraziamento agli operatori del 118, protagonisti di questi 30 anni che hanno garantito, e continuano a farlo, le prospettive di salute alle persone.
È una storia importante del Paese che in questa regione è stata immaginata qualche anno prima.
È un’esperienza di successo: dobbiamo farne tesoro, difenderla, superando richiami nostalgici, ed evolverla ancora a beneficio dei cittadini”.

Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, oggi a Palmanova in occasione della celebrazione del trentennale del servizio di emergenza territoriale 118, istituito il 27 marzo 1992 con decreto del Presidente della Repubblica.
Con Riccardi anche il direttore centrale regionale della Salute, Gianna Zamaro, della Sores Amato De Monte, Maurizio Andreatti di Arcs e il responsabile infermieristico Federico Nadalin.

Sui numeri si è soffermato De Monte che ha ricordato come il sistema di emergenza territoriale nella nostra regione si basi sull’impiego di 51 ambulanze operative in orario diurno e di 35 in notturno con 7 automediche e l’elisoccorso operativo sulle 24 ore. Un sistema che coinvolge 900 professionisti tra autisti, volontari, infermieri e medici.
Mezzi che sono mossi dalla centrale operativa unica regionale Sores che nel 2021 ha gestito 131.000 missioni di soccorso effettuate a fronte di circa 600.000 chiamate, 1.600 al giorno.

“Il futuro del 118 – ha indicato Riccardi – è anche nell’implementazione delle tecnologie comunicative di intervento e nei grandi investimenti nel capitale umano consentendo, ad esempio, agli operatori di prestare la propria professionalità ruotando all’interno dell’emergenza-urgenza in quello che è un sistema unico regionale che oggi offre competenza ed efficienza”.

Lo sforzo da perseguire per migliorare il livello di prestazioni già elevato, come è emerso in conferenza stampa, è anche quello di attivare un servizio di formazione e informazione ai cittadini sulle modalità di attivazione del sistema di soccorso, fondamentale per accelerare l’invio dei mezzi e per capire le necessità di chi richiede il servizio.

Sul totale delle missioni, 1.200 sono state per arresto cardiaco e 250 per parto imminente.
Su queste casistiche, oggi, nella sala ovale della Protezione civile regionale sono state portate le positive testimonianze di un padre, sopravvissuto ad un arresto cardiaco grazie all’arrivo immediato dell’ambulanza e alla preparazione del figlio educato alle manovre rianimatorie, e di un marito che è riuscito a far partorire la moglie guidato telefonicamente, passo dopo passo, dall’operatore.

“Questi numeri sono la dimostrazione concreta della dimensione del lavoro e dell’impegno profuso dai professionisti” ha commentato Riccardi sottolineando il dato delle telefonate improprie: “270.000 chiamate pari al 43% del totale sono improprie, questo evidenzia la capacità di filtrare i flussi e dà un profilo di efficienza che garantisce la corretta presa in carico. La vita delle persone dipende anche da questo”.

Nel suo intervento il vicegovernatore ha posto l’attenzione anche sul tema della prevenzione che “deve trovare alleanze nella società a partire dalle scuole, nelle quali riscoprire lo studio dell’educazione civica” e sulla formazione “ci sono manovre salvavita che possono essere insegnate anche alla popolazione.
La prevenzione – ha aggiunto – determina anche l’appropriatezza e la sostenibilità del sistema, su questo dobbiamo insistere”.

Zamaro ha raccontato, infine, l’evoluzione del pre-118 e la sua esperienza nell’ambito Giuliano-Isontino con l’unità medica di emergenza e l’avvio di un soccorso organizzato.

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