Venezia

Gravi danni alle spiagge causati dalle mareggiate

“Se non interverremo quanto prima con progetti strutturali, non sarà la Bolkestein a portarci via le spiagge, ma le mareggiate”.
E’ un campanello d’allarme, l’ennesimo, quello lanciato da Unionmare Veneto, attraverso il suo presidente, Alessandro Berton.
Ieri il sopralluogo lungo la costa e il punto della situazione, che conferma sostanzialmente la gravità della situazione.

Le zone più colpite sono state quelle nei comuni di Jesolo, Eraclea e Chioggia (ovvero nella spiaggia di Sottomarina).

Nel dettaglio.
A Jesolo: nella zona della Pineta sono stati erosi 50mila metri cubi di sabbia.

Eraclea: il Comparo Sa1 (quello intercomunale eraclea-Jesolo) di fatto non esiste più.

Sottomarina: colpita in particolare la zona di Isola Verde, dove sono completamente scomparsi almeno trenta metri di arenile.

Salvate dall’erosione le spiagge di Caorle e Bibione, anche se, alla pari delle altre, dovranno affrontare il pesante smaltimento del materiale legnoso lasciato lungo la battigia.

E, da questo punto di vista, si apre un altro fronte, sul quale la stessa Unionmare di sta battendo da tempo, forte di un recente provvedimento portato avanti dall’onorevole Giorgia Andreuzza.
“In sintesi chiediamo, così come ha fatto la parlamentare, che il materiale legnoso portato sulle nostre spiagge dalle mareggiate sia considerato biomassa e non rifiuto speciale”.

“Se passasse la Proposta di Legge, questo materiale naturale non sarebbe più considerato un rifiuto speciale da smaltire ma diventerebbe una risorsa per produrre energia pulita.
Diventando biomassa ci sarebbe la possibilità di un riutilizzo con un considerevole risparmio di costi di gestione per i Comuni costieri e si avvierebbe un processo virtuoso”.
Purtroppo la Proposta di Legge dell’on. Andreuzza, già approvata dalla Camera, è ferma in Senato.

Tornando alla questione mareggiate, Unionmare Veneto chiede interventi urgenti.
“Non è più possibile procedere con interventi a “spot”: vanno avviati piani di intervento strutturali.
E per farlo bisogna procedere in due modi:
il primo, la Regione individui un capitolo di bilancio, agganciato al turismo, dedicato a questo tipo di interventi, che oggi manca;
il secondo, una quota dei fondi Next Generation, all’interno della Recovery Fund, sia a sua volta destinata per il turismo balneare, nella fattispecie per la salvaguardia della costa.
La spiaggia è la principale risorsa del comparto turistico della costa veneta che rappresenta il 50% del turismo della regione e dà lavoro a migliaia di persone e, di conseguenza, sostegno a migliaia di famiglie”.

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