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Le gabbie con gli uccelli dell'opitergino

FVG – Maxi sequestro di uccelli. Il CABS: ancora questione "richiami vivi"

Caccia agli uccelli per fini illeciti.
Questa l’ipotesi investigativa alla base dell’operazione condotta dal Corpo Forestale della Regione Friuli Venezia Giulia. Un primo sospettato, nella provincia di Udine, ed altri dieci nomi che, stante il comunicato diffuso dalla Regione, sarebbero stati i destinatari degli animali.
Impressionante il materiale individuato.
Secondo il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio, si tratterebbe di una sorta di corredo per l’uccellagione che annovera, oltre all’incredibile numero di reti idonee alla cattura, anche trappole per avifauna, uccelli rinvenuti sia vivi che congelati e molto altro ancora tra cui centinaia di anelli; come riportato nello stesso comunicato sarebbero di quelli identificativi normalmente apposti alla zampa degli uccelli. Ipotesi, quest’ultima, che potrebbe essere avvalorata anche dall’attrezzatura rinvenuta ed in genere utilizzata per la modifica, come punzoni e pinze.
Gli inquirenti, non a caso, hanno riferito di legalizzazione degli uccelli catturati illecitamente.
Come è noto la legge vieta la cattura degli uccelli per fini venatori, ma questi possono essere commerciati se nati in cattività. L’anello inamovibile serve proprio a dimostrare la lecita provenienza. “Solo negli ultimi giorni – ha riferito il CABS – si è avuta notizia di altre due operazioni di polizia in larga scala che hanno portato al ritrovamento di numerosi anelli modificati.
In un caso si trattava di contatti che oltre alla regione di avvio delle indagini, coinvolgevano numerose altre località italiane; dallo stesso Friuli fino alla Campania.

Il CABS sottolinea come la legge di settore, vecchia di quasi un quarto di secolo, è palesemente inadeguata a fronteggiare il problema, specie per l’esiguità delle pene.

Nel corso dell’ultima operazione condotta in Friuli il Corpo Forestale regionale ha sottolineato le ragioni prettamente economiche che si celano dietro tali traffici, oltre al fatto che il commercio “si sviluppa ben al di fuori della regione ed è una forma molto diffusa di bracconaggio”. Tra gli uccelli ora sequestrati ve ne erano anche di congelati verosimilmente diretti, ha riferito sempre la Forestale, in ristoranti di fuori regione.

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