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Fvg/La manovra di assestamento assegna circa 16 mln a lavoro, formazione e istruzione

Le principali misure riguardano le Politiche attive del lavoro, ovvero l’insieme degli strumenti finalizzati a inserire o reinserire le persone nel mercato occupazionale.
“È il dato più rilevante di questa parte della manovra – ha affermato l’assessore regionale al Lavoro e istruzione, Alessia Rosolen -, in quanto a queste azioni sono assegnati 8 milioni di euro in considerazione dell’apprezzamento che il tessuto economico ha dimostrato nei confronti di queste iniziative”.

Rosolen ha evidenziato in particolare come “nei primi 5 mesi abbiamo completamente esaurito i 5,6 milioni stanziati con la legge di Stabilità per garantire incentivi al lavoro di qualità.
La modifica del nostro regolamento ha infatti aumentato del 95% le richieste da parte delle aziende di trasformare il lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato e ritengo che questo sia l’apporto più importante che la Regione potesse dare al sistema produttivo e occupazionale”.

Da qui la necessità di incrementare il budget, puntando in particolare ad incentivare le stabilizzazioni, ma anche a sostenere le aziende nel ricorso ai Centri pubblici di impiego per la ricerca di personale e nel welfare aziendale a supporto della conciliazione lavoro/famiglia.

Un ulteriore milione di euro va ai cantieri lavoro per opere di pubblica utilità.

Per quanto riguarda l’istruzione, alle scuole va un milione di euro per l’acquisto di arredi ed ulteriori contributi specifici per l’adeguamento e potenziamento degli istituti scolastici. Da segnalare anche un milione per attrezzature informatiche nelle scuole, da assegnare ai Comuni con la previsione di una compartecipazione da parte degli stessi in proporzione al numero degli abitanti. Ulteriori 600mila euro sono destinati all’acquisto di attrezzature di laboratorio per gli Istituti statali professionali.

Rosolen ha inoltre difeso nel merito il contributo di 200mila euro alla Diocesi di Trieste per la realizzazione di un convegno e di eventi formativi e informativi sul rapporto tra Scienza e Fede. “Non si tratta di un’iniziativa estemporanea – ha spiegato l’assessore – bensì di una serie di attività tra cui un convegno teologico internazionale, un corso accademico, corsi di formazione per insegnanti delle scuole secondarie superiori ed un’ampia serie di eventi e pubblicazioni che proseguono tutto l’anno”.

“Iniziative – ha rimarcato ancora Rosolen – che rientrano nel programma di Esof2020, rispetto al quale rivendico un dato politico insito nella scelta di affiancare alla scienza temi di etica e bioetica e di rapporto tra Uomo e sistema della ricerca che devono essere approfonditi”.

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