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smartphone e strada: una pessima combinazione

Fuoristrada/E se non fosse solo colpa dello smartphone?

Qualche anno fa, viaggiando in auto, mi dimenticai inserita la funzione “City”.
Nella mia auto si tratta di un tasto che “ammorbidisce” il volante, indicato quando si vuole parcheggiare o si viaggia in città, a bassa, bassissima velocità.

Quella dimenticanza mi costò cara: al suono del telefono presi l’apparecchio e lo passai alla mia compagna e lo scarto di pochi cm bastò a farmi perdere il controllo dell’auto.
Nessuno si fece male, tranne il mio portafoglio…
Da allora non inserisco più quella funzione, anche se parcheggiando mi tornerebbe utile.

Quest’estate sono andato in vacanza ed ho noleggiato un’auto.
Con mia grande sorpresa e non poco timore, ho subito notato che il volante era estremamente “leggero”: da guidarsi con due dita.
Visti i miei trascorsi, ho tremato, cercato una eventuale regolazione (che forse c’è ma che io non ho trovato) e poi mi sono arreso: avrei guidato per tutta la vacanza come se viaggiassi sulle uova e non sull’asfalto.

Ho anche preferito inserire l’apposito allarme che suona quando si “pesta” la riga bianca laterale, o quella a mezza strada.
Suonava spesso, ovvero: quel volante era troppo sensibile e leggero, almeno per la mia non eccelsa guida (lo riconosco).

Mi sorge però un dubbio: non passa giorno senza che non si registri una di quelle che vengono catalogate come “fuoriuscite autonome”: automobilisti che sembrano essersi addormentati improvvisamente al volante, anche in pieno giorno, anche se vivono una vita regolare e la via davanti a loro è priva di curve.

La prima spiegazione che ci siamo dati (e che sicuramente è giusta) è stata: “tutta gente che guarda lo smartphone mentre guida”.
Da qualche giorno, personalmente, invece, non escludo che almeno in alcuni casi si tratti di una infelice combinazione tra questa pessima abitudine (se l’avete, perdetela) e dei volanti che ormai rispondono anche agli scarti più irrilevanti.

Denis De Mauro

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