Veneto

Febbraio anomalo in Veneto. Dal gelo di domenica scorsa allo zero termico previsto a 3 mila metri prossimo week-end

Lo segnala il Servizio meteorologico di Arpav.
Ecco l’analisi: dopo una prima parte, fino al giorno 10, condizionata dalla presenza di masse d’aria piuttosto miti e umide che hanno mantenuto temperature molto superiori alla norma, specie nei valori minimi, la successiva espansione dell’alta pressione atlantica verso il circolo polare artico, ha favorito il rapido arrivo di aria molto fredda proveniente dalle latitudini polari, in particolare dalla Russia settentrionale.

Le gelide correnti polari hanno fatto il loro ingresso attraverso la “porta della Bora”, ossia con forti venti da nord-est che hanno cominciato a sferzare la regione, soprattutto verso la costa, a partire dal pomeriggio di giovedì 11.

Lo sbalzo termico è risultato notevole con cali di temperatura anche oltre i 10°C nell’arco di uno o due giorni. Di conseguenza dopo i primi dieci giorni di febbraio anormalmente caldi (specie nelle temperature minime, risultate in media le seconde più elevate dal 1992 dopo quelle del 2014 e le più elevate in assoluto per il periodo dal 6 al10 febbraio), dal giorno 11 le temperature, sia minime che massime, sono iniziate a diminuire fino a raggiungere in breve tempo valori tipicamente invernali, un brusco ritorno del freddo esaltato anche dalla ventilazione sostenuta soprattutto lungo
la costa e nella pianura limitrofa tra venerdì 12 e sabato 13.

L’abbassamento delle temperature più importante si è registrato soprattutto nel bellunese, in particolare sulle Dolomiti settentrionali, dove si sono raggiunti scarti rispetto alla norma tra i -7 e i – 11°C (Fig.1);

In queste zone si sono superati alcuni record dell’ultimo trentennio relativi alla pentade (11-15 febbraio), sia nei riguardi della media delle temperature minime che nei valori minimi assoluti.

Ad esempio la stazione di Cortina il 14 febbraio scorso ha registrato una minima di -14.5°C (record precedente era di -14.3°C misurato l’11 febbraio del 2013) e la stazione di Passo Falzarego il 13 di febbraio ha rilevato una minima di -19.2°C (record precedente era di -19.1°C misurato il 14 febbraio del 1994).

Anche in pianura si sono comunque raggiunte temperature molto fredde, specie nei valori minimi, fino a scarti di 6-7°C circa rispetto alla media.
Le temperature minime osservate tra il 14 e il 15 di febbraio, almeno per la pianura, rappresentano al momento i giorni più freddi dell’inverno 2020-2021; si ricordano in particolare i valori minimi giornalieri di -8.5°C rilevati dalla stazione di Galzignano (PD), -8.1°C misurati dalla stazione di Ponte di Piave, -8,7° a Verona.

Dopo questa breve parentesi molto fredda, dal giorno 16 si è andata lentamente affermando anche sulla nostra regione un’area anticiclonica di matrice afro-mediterranea che sta determinando il ritorno ad una nuova fase di tempo stabile via via più mite; lo zero termico è in graduale aumento, ma l’incremento più importante è previsto nel fine settimana, quando potrà attestarsi intorno ai 3000 m. di quota, favorendo un nuovo e significativo rialzo delle temperature, fino a valori di nuovo ben superiori alla norma, specie in montagna alle quote alte, con probabili condizioni di inversione termica notturna nelle valli e in pianura.

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