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Esplosione gli distrugge casa, ma l’Assicurazione non paga

“Quanto meno la casa è assicurata” ha pensato tra sé e sé, per consolarsi, il proprietario della villetta in via Rienza a Padova, che il 19 febbraio 2019 è stata distrutta da una mai chiarita esplosione.
Ma il 50enne non ha fatto i conti con la Compagnia Assicurativa che, nonostante non vi sia alcun elemento valido per negargli il risarcimento, non ne vuole sapere di pagare.

La deflagrazione si è verificata nella tarda serata, attorno alle 22.30: per fortuna il proprietario, che in quell’immobile a due piani ha la residenza, non era in casa.
I vigili del fuoco di Padova, quando giungono sul posto, si preoccupano innanzitutto di accertare che sotto le macerie non vi siano vittime, ma per il resto possono fare ben poco: lo scoppio ha praticamente sventrato l’edificio, che poi alle 13.30 del giorno successivo, il 20 febbraio, crolla completamente accartocciandosi su se stesso.

Una panoramica dall’alto dei danni

La Procura di Padova, per il tramite del Pubblico Ministero dott. Benedetto Manlio Roberti, apre un fascicolo penale contro ignoti in seguito alla notizia di reato e pone sotto sequestro ciò che resta del fabbricato: nei giorni immediatamente precedenti al fatto, complice l’assenza del proprietario, la villetta era stata oggetto di due intrusioni con relativi tentativi di furto, regolarmente denunciati.
L’ufficiale di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco che ha condotto i primi accertamenti non esclude il dolo, anzi, paventa la pesante ipotesi di reato di “crollo di costruzione o altri disastri dolosi”, ma nel suo rapporto ammette che “sono emersi dati contrastanti che non consentono di formulare ipotesi concrete in merito alla dinamica degli eventi”, la cui causa più probabile resta quella di una fuga di gas.

Sta di fatto che le indagini a tutto campo dei carabinieri della compagnia di Padova non producono elementi utili a identificare eventuali responsabili o alla prosecuzione delle indagini preliminari.
Il Pm chiede l’archiviazione del procedimento penale e, come richiesto dal proprietario, il dissequestro e la restituzione dell’immobile all’avente diritto: provvedimenti che il Gip del Tribunale patavino accoglie il 17 luglio.

Il 50enne, rientrato in possesso del bene, attraverso il consulente personale sinistri gravi Nicola Mezzetti, per far valere l’assicurazione sulla casa ed essere risarcito si affida a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che dispone anche di un apposito servizio peritale con l’ausilio di droni per l’esatta quantificazione del danno.
I tecnici di Studio3A verificano in primis il contratto assicurativo sottoscritto, che è assolutamente a posto: premio regolarmente pagato, il 18 settembre 2018, polizza – una rami elementari multirischi casa-famiglia – attiva e “capiente”, tipologia di danno prevista tra le garanzie.
Il proprietario, peraltro, l’assicurazione l’aveva stipulata già da qualche anno.

Di più, i periti di Studio3A, che hanno subito proceduto alla stima del danno, e quello che opera per la compagnia di assicurazione, dopo diversi sopralluoghi e confronti, raggiungono un accordo sulla somma da liquidare.
Caso chiuso?
Per nulla.
I liquidatori, sconfessando l’operato dei loro stessi tecnici e, senza fornire alcuna motivazione, non pagano e non rispondono alle sollecitazioni di Studio3A, lasciando il loro assicurato, che ha perso una casa, in brache di tela.
Non hanno neppure avanzato un’offerta formale.

Ora lo Studio3A denuncerà il comportamento della compagnia assicuratrice all’Ivass, l’Istituto di Vigilanza sulle assicurazioni, con un formale reclamo per l’adozione delle sanzioni previste: se non basterà per sbloccare la situazione, si dovrà procedere per le vie legali.

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