Veneto

Emergenza idrica in Veneto: pronto il piano siccità e il piano perdite predisposti da enti gestori idrici

Il Presidente della Regione Veneto, sta procedendo alla definizione delle basi per l’elaborazione del Piano degli interventi da mettere in atto per affrontare la situazione di emergenza idrica.

Il Soggetto Attuatore coordinatore dr. Nicola Dell’Acqua, avvalendosi delle strutture tecniche di Viveracqua e degli enti e delle amministrazioni coinvolte nell’emergenza, ha individuato nel Piano Siccità e nel Piano Ricerca delle Perdite già elaborati dagli enti gestori pubblici del Veneto le basi fondamentali su cui attuare il piano degli interventi.

“La situazione è particolarmente critica in tutta la regione – afferma il Commissario -. Il piano degli interventi prevede di agire, da un lato, per far fronte alla siccità con 192 interventi sulle interconnessioni per oltre 715 milioni di euro, dall’altro, sul fronte della ricerca delle perdite con un investimento da oltre 400 milioni di euro mirati a far fronte agli sprechi.
Si tratta di mettere in atto interventi già indicati dai nostri enti gestori”.

In questo momento in cui le portate dei fiumi sono in uno stato critico e con trend generalmente di riduzione, con risalita del cuneo salino nell’Adige, nel Livenza, e nel Po e con una accentuata criticità dello stato di riempimento degli invasi nei bacini dei fiumi Livenza e Tagliamento.

La situazione dei livelli di falda nella pianura veneta viene definita critica, con minimi storici a Dueville e Schiavon (VI), Castelfranco Veneto (TV) ed Eraclea.
La persistenza dei così bassi livelli di falda preoccupa particolarmente per le possibili dirette ripercussioni nell’approvvigionamento idropotabile della pianura veneta.

La diffusa criticità dell’approvvigionamento idropotabile è principalmente dovuto alla mancanza di ricarica da parte dei bacini montani.
Viene in particolare segnalato che la falda freatica dell’alta pianura si presenta ai minimi storici mentre le falde dell’anfiteatro morenico sono ormai indisponibili all’uso idropotabile. Critico anche l’approvvigionamento di numerose sorgenti montane, che segnalano portate ai minimi storici e in alcuni casi già interessate da periodi di asciutta.
Vi è una unanime conferma del notevole abbassamento dei livelli freatimetrici dell’alta e media pianura; nelle zone collinari e montane, dove le reti acquedottistiche sono prive di interconnessioni, sono in atto criticità di approvvigionamento.
Nel bacino del Piave e dell’Alto Livenza, alcune sorgenti – che alimentano circa 100.000 abitanti – hanno portate direttamente condizionate dai livelli dei bacini idroelettrici.

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