Treviso

E’ scattato il V-day: somministrati i primi vaccini in Veneto. Zaia ha presenziato all’Ospedale di Treviso

I vaccini anti-covid sono arrivati in Veneto e distribuiti negli ospedali di ogni provincia e alle 12 di quest’oggi sono iniziate le prime somministrazioni.

La giornata del primo vaccino è stata segnata da una breve conferenza stampa tenuta dal Governatore Zaia presente al Cà Foncello di Treviso.
Dopo i saluti del D.G. Francesco Benazzi che ha sottolineato la giornata speciale e come “grazie al vaccino avremo un futuro migliore”, ha preso la parola la Dott.ssa Micaela Romagnoli, primario di pneumologia, in prima linea nei reparti Covid del Cà Foncello (è stata poi la prima ad essere sottoposta a vaccinazione), anche la dottoressa ha voluto ribadire come tutto il personale sanitario da mesi sta soffrendo a contatto con i pazienti e vede nel vaccino l’unica via di uscita da questa pandemia.

Il Governatore ha colto il contesto per ringraziare ancora una volta tutto il mondo della sanità per quello che sta facendo.
“La pressione negli ospedali si sente, attualmente sono circa 3.400 le persone ricoverate nei reparti veneti”.

Zaia ha poi ricordato che le liste degli operatori d vaccinare sono già state predisposte, come previsto, i primi saranno il personale (medici, infermieri e OSS) afferenti a reparti o categorie direttamente coinvolte nell’assistenza a pazienti Covid (Rianimazione, Pneumologia, Malattie Infettive, Intensiva, Pronto soccorso).
Poi sarà il turno degli operatori e ospiti della 300 case di riposo presenti in Veneto.

In Veneto arriveranno a regime come confermato da Arcuri quest’oggi, circa 38 mila dosi alla settimana.

E’ stata l’occasione per Zaia anche di ricordare come “il grado di infezione dei nostri operatori sanitari è di gran lunga inferiore alla popolazione segno che la gente non presta attenzione e non si attiene alle raccomandazioni contro la diffusione del contagio”.

Riprendendo quanto già reso noto ieri in conferenza stampa da Marghera, l’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie ha già isolato alcune mutazioni del Virus.
Attualmente in Veneto ci sono 8 mutazioni
Oltre ad aver riscontrato in tre soggetti la mutante inglese, altamente infettane, i ricercatori dell’istituto vogliono ora approfondire le 2 tipicamente venete.
In pratica qual è la sintomatologia, se è un virus che dà complicazioni o solo sintomi influenzali.

L’Istituto zooprofilattico ha già stabilito che la mutazione riscontrata nella prima fase non c’entra nulla con quello che c’è adesso.
Inoltre pure il virus che circolava durante l’estate non ha nulla a che fare con quello della primavera e con quello in corso tutt’ora.

Davanti ai flash dei fotografi è poi partita la vaccinazione al personale salitario.

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