Venezia

Dopo oltre un anno di tormenti, commissariato di Marghera arresta due italiani per stalking e incendio di 5 autovetture

Gli agenti del Commissariato di Marghera hanno arrestato in flagranza di reato per stalking due persone: G.S. (veneziano del ’64) e del complice D.P. (del ’96 nato in provincia di Treviso ma residente a Marghera.

I due si sono resi responsabili di una lunga serie di intimidazioni, minacce e danneggiamenti anche gravi ai danni di due donne.

G.S. era già stato denunciato diverse volte dalla sua ex compagna.
Da tempo infatti la ragazza subiva minacce e danneggiamenti sia presso la propria abitazione a Mira sia presso l’abitazione della propria madre, a Marghera; gli stessi vicini della donna erano vittime di danneggiamenti: sono infatti 5 le autovetture incendiate nel quartiere della donna.

La follia del suo persecutore si è manifestata anche contro una collega di lavoro della vittima che si è vista incendiare l’automobile.
Le indagini condotte dal Commissariato di Marghera hanno permesso di accertare che G.S. dedicava le sue intere giornate a percorrere in macchina le vie dove risiedeva l’ex compagna a Mira, e della madre a Marghera.
Gli agenti hanno contato anche 14 passaggi in una sola ora.

Gli agenti hanno intuito che l’uomo stava per commettere qualche nuovo atto.
I suoi comportamenti e i suoi movimenti sotto le abitazioni delle due donne si erano fatti più nervosi negli ultimi giorni.

Gli agenti ormai lo tenevano sotto controllo.
Sabato scorso è scattata l’ultima operazione.
G.S. era sotto sorveglianza e aveva passato l’intero pomeriggio a “fare la posta” sotto casa della sua ex a Mira, in serata si è portato a Marghera presso l’abitazione della ex suocera.

Ad un certo punto G.S. è stato raggiunto dal complice, D.P. e alle 21 sono entrati in azione lanciando con violenza due grossi sassi verso le finestre per poi tentare la fuga.
Gli agenti li hanno subito bloccati e arrestati.
I due hanno numerosi precedenti: G.S. per diffamazione, deturpamento, ingiurie, molestie, minacce, lesioni personali, atti persecutori e calunnia; D.P. invece per tentato furto aggravato.

A seguito dell’udienza di convalida G.S. è finito in carcere, mentre il complice D.P. è stato disposto il divieto di avvicinamento alle due signore.

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