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Digitalizzazione: da opportunità a necessità per le imprese

Venezia – Se da un lato la pandemia da Covid-19, con il conseguente lockdown, ha determinato una fortissima contrazione dei consumi, dall’altra sta imponendo cambiamenti che le imprese non possono più permettersi di non cogliere. Tra questi, senza dubbio c’è la digitalizzazione, strumento che può rivelarsi decisivo ad affrontare le nuove sfide sulla trasformazione del business.

È quanto emerge da un sondaggio conoscitivo svolto a livello nazionale e che ha coinvolto un campione significativo di piccole e medie imprese del settore terziario (commercio, turismo e servizi) anche del Veneto, i cui risultati sono stati presentati nel corso del webinar intitolato “Il ruolo del digitale nel post Covid”, una tavola rotonda on line promossa da Edi – Digital Innovation Hub di Confcommercio, in collaborazione con Tim.

Gli esiti della ricerca confermano che l’emergenza sanitaria ha determinato per tutti una riduzione complessiva dei volumi di acquisto e l’emersione di nuovi bisogni da parte della clientela in termini di prodotti e di servizi. Tra gli intervistati, è generalizzata la consapevolezza di dover accelerare sul fronte del digitale, anche se ancora pochi (circa un terzo) sono dotati di un sito internet dedicato alla propria attività, cui fa però da contraltare un uso pressoché totale dei social network (oltre nove su dieci).

Altrettanto generalizzata è la considerazione di scontare competenze inadeguate che aprono a due necessità: quella dei corsi di formazione (utili per sette su dieci) e di creare gruppi d’impresa che gestiscano la dimensione digitale (utili per oltre cinque su dieci).
In particolare, la digitalizzazione è considerata una necessità vitale per tre obiettivi: il mantenimento dei contatti a distanza con il mercato; la profilazione e fidelizzazione del cliente; la gestione del magazzino.

“Il Covid ha accelerato una rivoluzione che era già in atto – spiega il presidente di Confcommercio del Veneto Patrizio Bertin – Questa è l’occasione per le imprese di riprogettarsi, per restare al passo con i tempi, diventare più forti e non perdere competitività. È il momento d’investire sulla digitalizzazione accedendo alle tante opportunità di finanziamento che sono già a disposizione e che sarebbe un peccato non sfruttare.
È un treno da non perdere”.

Al webinar, dopo l’introduzione di Paola Generali, presidente Edi Confcommercio, di Gian Paolo Manzella, sottosegretario del ministero per lo Sviluppo Economico, e Francesco Pagliari, responsabile dell’area marketing per le Pmi di Tim, la tavola rotonda ha visto l’intervento di vari imprenditori tra cui il trevigiano Luigi Bariviera e la padovana Francesca Borin, che hanno portato la loro testimonianza sulle opportunità e le prospettive del digitale.

“Il primo passo da fare – ha dichiarato l’imprenditore trevigiano Bariviera, titolare di un negozio di abbigliamento – è la reputazione, cioè capire chi sono i nostri clienti e quali sono i loro gusti. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di poter dare a loro un servizio pre e post vendita, di pubblicizzare i prodotti, le promozioni o semplicemente di fare gli auguri di buon compleanno. Ma attenzione: dovremmo approcciarci anche nell’online così come facciamo tutti i giorni dietro al banco, quindi cercando di rendere il rapporto più umano e professionale rispetto all’approccio informatico e, se mi è concesso, da risponditore automatico”.

“I big data (interni, di gestione, di qualità, di feedback del cliente, di dinamiche sui social, di reputazione, …) sono il futuro, perché tramite essi io riesco a sapere quand’è l’ora migliore per postare una foto di un piatto, scegliere il target di età al quale sarà indirizzato e il tipo di clientela che vorrei avere nel mio locale… – ha sottolineato l’imprenditrice padovana Borin, ristoratrice – Nel mio caso il ricorso al digitale è stato solo che una scoperta e credo che la strada di creare gruppi d’imprese per la gestione digitale sia strategica, bisogna fare rete. Creare team e sinergia può sempre portare del positivo se lo si fa con coscienza e la volontà di migliorare e migliorarsi”.

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