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Cisl/Lettera aperta gruppo insegnanti scuole primarie di Treviso su avvio anno scolastico

Ormai manca poco all’inizio della scuola, ma già da settimane, nelle scuole, dirigenti e addetti alla sicurezza girano con il metro in mano ragionando sui centimetri; la questione infatti è stata impostata meramente come una questione di spazio, in modo da rasentare il grottesco e l’assurdo soprattutto per la Scuola dell’Infanzia e la Primaria.

Premesso che lo spazio è esso stesso un educatore, dobbiamo riflettere sul fatto che fare scuola, soprattutto coi più piccoli, in spazi decontestualizzati, non pensati, non personalizzati, non funziona.
Infatti leggere gli spazi solo come questione di distanza, sposta l’attenzione da quello che dovrebbe essere il focus: il Bambino, la sua educazione, la sua crescita, il suo apprendimento in situazione di benessere.

Lo spazio – Non si può pensare che di fronte all’emergenza che viviamo, la dimensione relazionale che implica lo spazio, venga completamente messa in secondo piano.
Perché per aumentare lo spazio disponibile a contenere quanti più bambini possibili “in sicurezza”, succederà che le aule attuali saranno svuotate dei necessari arredi per i materiali di lavoro.

La soluzione all’emergenza delle classi pollaio non è aumentare lo spazio del pollaio insomma, ma pensare a delle misure alternative, come lo sdoppiamento delle classi.

Sappiamo infatti che solo i gruppi di misura possono interagire mantenendo le distanze di sicurezza e garantire al contempo una certa serenità e sappiamo anche che nelle scuole dell’Infanzia e Primaria, a causa del calo demografico di questi anni, le aule ci sono.
Perciò sdoppiamo le classi con decisione, come prima misura.

Il tempo e l’età – Si, perché è anche una questione di età: la scuola italiana accoglie bambini e ragazzi e quello che può essere possibile per i più grandi, sono cose improponibili ai bambini della Scuola primaria, poiché l’apprendimento è, e resta, un percorso sociale fortemente sostenuto dalla relazione e dalla motivazione.

Sanità e scuola – Sicurezza e apprendimento che potrebbero sembrare in antagonismo, andrebbero invece in sintonia con la suddivisione delle classi che garantirebbe entrambi, perché consentirebbe sia la sorveglianza della situazione e la circoscrizione di un eventuale contagio, sia l’efficacia dell’insegnamento – apprendimento.

E allora chiediamo a gran voce “insegnanti e presìdi sanitari” tutti quelli necessari a garantire la divisione delle classi troppo numerose; non dimentichiamo mai che la scuola italiana è inclusiva.
Quindi la politica prenda il coraggio necessario a consentire di realizzare scelte che vadano in questa ottica civica e umana.

Sarà necessario:
1- ottenere un organico straordinario di docenti “emergenza Covid 19” che permetta di sdoppiare le classi – sopra i 18/20 alunni – dando ai Presidi anche la possibilità di nominare i supplenti per garantire la suddivisione delle classi dove se ne veda l’assoluta necessità;
2- garantire un numero di docenti sufficiente e necessario:
 per attivare durante tutto l’anno i recuperi;
 per dare supporto agli alunni in difficoltà;
 per assicurare fin dal primo giorno, la copertura degli insegnanti assenti onde evitare per questo l’utilizzo del potenziamento, che resta invece particolarmente importante in questo momento.
3- finanziare i corsi di recupero.
4- assicurare la copertura per la totalità delle ore degli alunni disabili.
5- prospettare soluzioni al problema dei lavoratori fragili.

Settembre è alle porte e come insegnanti, cittadini, uomini e donne chiediamo impegno immediato e coraggioso sulla Scuola da parte della società civile nella Politica.

Firmato: Gruppo di insegnanti di Treviso

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