Treviso

Da Fondazione Onda premio al Centro Multidisciplinare del Cà Foncello

Il Centro multidisciplinare per il tumore alla prostata del Ca’ Foncello è stato premiato con il “Bollino azzurro” da Fondazione Onda.
Rientra tra 94 le strutture sanitarie che, a livello nazionale, garantiscono un approccio multidisciplinare nel trattamento della malattia, attraverso percorsi personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra diversi specialisti, quali urologo, radioterapista, oncologo medico, patologo, radiologo, medico nucleare, psicologo.

L’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’ospedale trevigiano, diretta dal dr. Mario Salvatore Mangano, ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano nel trattamento del tumore della prostata.
Ogni anno, infatti, sono circa 250 i pazienti ai quali viene diagnosticata una neoplasia prostatica e che ricevono un adeguato programma terapeutico. Sono complessivamente oltre duemila i pazienti seguiti per tale patologia dalla diagnosi, durante il percorso di cura e nel follow-up dopo il trattamento.

Dall’introduzione nel 2015 nelle sale operatorie dell’Urologia del Robot Da Vinci Xi, di ultima generazione, sono stati eseguiti circa 110 interventi di chirurgia robotica mini-invasiva all’anno.
Nel corso del 2020 e del 2021, nonostante l’emergenza pandemica, l’équipe dell’Urologia ha eseguito circa 80 procedure all’anno, riuscendo pertanto a mantenere ottimi standard qualitativi e quantitativi.

Dall’inizio del 2022 ad oggi sono stati già eseguiti 30 interventi di prostatectomia radicale robotica.
La pandemia non ha avuto ripercussioni inoltre per quanto riguarda un importante aspetto della moderna pratica medica: si è venuto, infatti, a costituire un gruppo aziendale per la gestione multidisciplinare dei pazienti con diagnosi di cancro della prostata in tutti gli stadi di malattia.

Il “Team Multidisciplinare della Neoplasia Prostatica” dell’Ospedale è costituito dalle figure maggiormente coinvolte nei percorsi diagnostici e terapeutici: urologi, radioterapisti, oncologi, anatomo-patologi, radiologi, medici di medicina nucleare, fisiatri; vengono effettuate riunioni periodiche in cui i singoli casi vengono discussi collegialmente e, grazie alla sinergia e alle competenze di più specialisti, viene pianificato il percorso di cura in ottemperanza a quanto viene suggerito dalle Linee Guida in materia, secondo un approccio destinato a costituire sempre di più il futuro della medicina moderna.

“Siamo orgogliosi di questo premio – commenta il direttor generale, Francesco Benazzi – che rappresenta un riconoscimento per la qualità del lavoro svolto, anche durante il non facile periodo della pandemia: questo premio rappresenta la conferma dell’importanza dei percorsi multidisciplinari, imprescindibili specie nella malattia oncologica, per offrire il miglior percorso di cura possibile al paziente”.

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