Curiosità

Curiosità/Il 2 giugno è anche il Sex workers day

Il 2 giugno non è solo la Festa della Repubblica: pochi lo sanno e certo non si resta a casa dal lavoro per questo, ma la stessa data segna quest’anno anche l’International Sex Workers’ Day, la Giornata Internazionale dei e delle Sex Workers che operano nel mondo.
Una ricorrenza celebrata anche da noi, Paese che conta almeno 120.000 professioniste del sesso, secondo una ricerca di Escort Advisor, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa, con oltre 3 milioni di utenti unici mensili solo in Italia.

Lo status lavorativo delle escort è paragonabile a quello dei liberi professionisti.
Se esistesse un ordine professionale, sarebbe il quarto gruppo di lavoratori indipendenti più numeroso in Italia, alle spalle di medici ed odontoiatri (366.084), avvocati (243.233), ingegneri e architetti (168.851); ma prima di farmacisti (98.770), geometri (84.202), commercialisti (68.552), psicologi (61.068) e infermieri (73.569).
In tempi di Pandemia, fa riflettere che le sex workers siano poco meno del doppio di infermieri/e e forse spiega, almeno in parte, le nostre difficoltà con il virus.

In Italia la prostituzione è legale, ma non esiste una legislazione tale da poter regolamentare il settore con contratti, riconoscimento del libero professionismo, sindacati, previdenza sociale.
Esistono solo associazioni che liberamente portano avanti la battaglia per i diritti delle sex workers e per il riconoscimento professionale.
Nonostante i numeri del settore, si è ancora lontani dalla possibilità di una regolamentazione.

In Italia sono oltre 20 milioni i clienti del sesso a pagamento, ma è radicato nella nostra società che la prostituzione sia inevitabilmente legata allo sfruttamento.
Non si crede possibile la consapevole e razionale scelta di utilizzare il proprio corpo liberamente per lavorare e guadagnare attraverso il sesso – spiega Mike Morra, fondatore di Escort Advisor – le sex workers potrebbero versare le tasse, ma senza avere nulla in cambio, vista l’attuale normativa.
E’ un dato di fatto che nei Paesi in cui la prostituzione è legale e regolamentata i tassi di crimini e pericoli legati ad essa siano nettamente inferiori sia per le escort sia per i clienti, come in Germania o in Svizzera.
Dove invece le sex workers vengono criminalizzate vige il Far West, come negli Stati Uniti.

Non è facile ottenere il numero preciso di escort che lavorano in Europa.
Il motivo principale è la mancanza di una legislazione che regolamenti il settore e quindi contare quante siano le operatrici del sesso è difficile.
Non a caso, i dati più completi arrivano da Germania, Spagna, Turchia e altri stati che hanno delle Camere di Commercio e sindacati dedicati.

Germania e Spagna sono gli Stati europei che hanno il maggior numero di escort.
Sono 400.000 le sex workers presenti nei due Paesi, numeri confermati da Escort Advisor che con il suo motore di ricerca è attivo anche in quelle nazioni.
Qui, oltre ad una legislazione che regolamenta retribuzione e tutela la salute, ci sono anche dei sindacati dedicati.
Segue la Turchia con 145.000 escort, che beneficia di una Camera di Commercio di categoria.
L’Italia è quarta con 120.000 escort, dove la prostituzione è legale ma non regolamentata.
Sotto quota cento ci sono l’Ucraina con 50.000, la Francia con 30.000, il Portogallo con 28.000, mentre i Paesi Bassi ne contano 25.000.

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