Veneto

Covid/Zaia smentisce il rischio di passare alla fascia arancione

Arriverà domani, la nuova ordinanza del Governatore veneto che, secondo le aspettative, sarà più restrittiva nei confronti degli assembramenti.
Lo ha detto oggi lo stesso Luca Zaia in apertura della quotidiana conferenza stampa.

Relativamente alle voci di stampa che vogliono Veneto e Friuli vicine a passare di colore, Zaia smentisce, rendendo anzi noto che la Regione si è vista dare ragione dal Ministero sulla faccenda dei tamponi rapidi (il Veneto ne ha già fatti quasi mezzo milione) da sommare ai molecolari.
Una decisione, quella ministeriale, che consentirà al Veneto di dimezzare sulla carta l’incidenza di positivi in rapporto ai tamponi.

La cosa dovrebbe avere il suo peso all’interno dei famosi 21 parametri nazionali.
Un barlume di positività è poi venuto dalla constatazione che la famosa “curva” dei contagi sembra un po’ “ingobbirsi” ha detto Zaia che, usando tutte le cautele del caso, la rileva per ora come anomalia da confermare.

Fuori dalla conferenza stampa, Zaia ha voluto ringraziare la trasmissione Le Jene di Italia Uno che ormai da più di un mese ha una sua troupe guidata dall’inviato Alessandro Politi in Veneto, descrivendo in maniera “puntualissima e con una dose commovente di umanità” l’evoluzione del Covid-19.

Tornando a Marghera, le cifre date oggi da Zaia restano pesanti.
Tre mila positivi in più nelle ultime 24 ore, 17.681 persone attualmente in isolamento, 77 nuovi ricoveri (livello come al 30 marzo, durante la prima ondata), 216 terapie Intensive, 6 in più in 24 ore e soprattutto: +46 morti.
I dimessi sono 5.336 contro 52.235 positivi ad oggi (su un totale di 87.337).

A proposito di tamponi rapidi: in regione ne sono già stati effettuati quasi mezzo milione (492 mila), al ritmo di 120 – 130 mila a settimana.
Rispondendo alle polemiche sul covid che frena l’ordinaria amministrazione della Sanità regionale, Zaia ha poi ricordato come ad oggi gli ospedali veneti stiano ospitando quasi 8 mila pzienti no covid: 7.952.

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