Veneto

Covid/Zaia presenta il Piano in 5 punti per non andare in tilt

Nuova conferenza stampa, in diretta Facebook, in tarda mattinata, del Governatore veneto.
Sul tavolo, manco a dirlo, ancora e sempre l’emergenza Covid.
Stavolta però, per presentare il Piano di Sanità Pubblica che possiamo tradurre come il piano di emergenza per evitare il collasso degli ospedali veneti e continuare a curare anche chi non ha il Covid.

I numeri, gli obbiettivi, sono imponenti.
Zaia punta a mille posti letto per le Terapie Intensive, sub intensive e semi intensive.
Si consideri che l’apice veneto ha visto nei mesi scorsi occupato un massimo di 825 Terapie Intensive.

L’idea è di suddividere l’emergenza in 5 fasi: la più grave, che speriamo di non incontrare mai, è appunto quella da 1000 T.I., la fase rossa.
All’estremo opposto la verde, con un numero di T.I. che non superi i 50 pazienti Covid.
Nel mezzo: fase azzurra (51-150); gialla (151-250) e arancione (da 251 a 400).

Con 61 Terapie Intensive attive, oggi come oggi siamo dunque nella fase azzurra, tutto sommato non troppo preoccupante per lo stress degli ospedali.
Se passeremo di livello, verranno riaperti gli ospedali Covid, come Jesolo, ad esempio.

Zaia ha poi spiegato bene i contorni di questa emergenza: oltre alla nota gravità delle conseguenze del virus su alcuni di noi, conseguenze che si protraggono anche nel tempo, il Covid rischia di far collassare il sistema sanitario: nella migliore delle ipotesi, se non ben governato, di impedire le cure di chi sia ammalato ma non del virus.

Infine i costi: dall’inizio della pandemia, per il solo Veneto sono già serviti oltre 300 milioni di euro.
Nel frattempo, nelle ultime 24 ore i pazienti covid finiti in Terapia Intensiva sono 9 in più di ieri, i nuovi casi positivi 490.

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