Veneto

Covid Veneto/Nuova ordinanza: la Regione stringe sugli aeroporti

Torna il valzer delle ordinanze?
La paura della variante delta e di un’impennata di casi anche in Veneto dove se non cambiano le regole potrebbe cambiare il colore, ha convinto il Governatore Luca Zaia ad emettere una nuova ordinanza (valida fino a fine agosto) che obbliga al Tampone molecolare o Antigenico chiunque arrivi (direttamente o indirettamente, ciòè facendo un ulteriore tappa) da alcuni dei paesi europei presenti nel cosiddetto Elenco C del Dpcm del 2 marzo scorso.
Tradotto, significa che da oggi medici ed infermieri avranno presidi in porti ed aeroporti del Veneto, per effettuare su base volontaria tamponi a tutti i soggetti che fanno rientro o ingresso nel territorio regionale.

L’ordinanza raccomanda “fortemente”, per tutti i non vaccinati in arrivo da: Regno Unito, Malta, Spagna, Grecia,
Slovenia, Croazia, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo, Francia, Cipro, Lussemburgo, Romania e Bulgaria, compresi tutti coloro che abbiano soggiornato e/o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Veneto, di sottoporsi al tampone molecolare o antigenico già prima di uscire dall’aeroporto, oppure, per chi giunga in altro modo, entro le 24 ore dall’ingresso.

Le navi da crociera.
Gli armatori delle navi da crociera che attraccano ai porti del territorio di competenza dell’Azienda Ulss 3 sono obbligati ad effettuare il tampone prima della discesa dei passeggeri, in conformità alla convenzione sottoscritta con la stessa Azienda Ulss 3.

E’ raccomandato a tutti i soggetti che rientrano o fanno ingresso in Veneto dopo un soggiorno all’estero, di effettuare gratuitamente il tampone molecolare o antigenico presso i punti Covid regionali, con modalità ad accesso libero e senza prescrizione.

“Alla luce degli sviluppi della diffusione nel mondo dei contagi da variante D del Covid, ho firmato poco fa una nuova ordinanza che istituisce misure di controllo e sicurezza per chi arriva negli aeroporti veneti”.
Commenta così la sua decisione il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Si tratta di un’attività prudenziale – specifica Zaia – che riguarda in particolar modo alcuni Paesi europei per i quali l’Ecdc, l’European Centre for Disease Prevention and Control, segnala delle criticità.


Peraltro anche in Veneto abbiamo casi di positività al rientro, poi trasmessa a soggetti che finiscono in ospedale oppure in terapia intensiva.
In via di estrema cautela per la salute dei cittadini, per chi rientra da questi Paesi Europei, e che non è vaccinato, si fa obbligo di effettuare un tampone, dando l’opportunità di effettuarlo, o all’arrivo in aeroporto, o in uno dei centri tampone del territorio”.


“Anche questo – fa notare il Governatore – è un lavoro di prevenzione per evitare sorprese, perchè il virus purtroppo ci ha abituato a cambiamenti repentini di scenario.
Vediamo peraltro che la campagna vaccinale sta funzionando anche in relazione ai soggetti ricoverati.
Perciò – conclude – è necessario che tutti ci mettiamo d’impegno nel collaborare per mantenere viva l’azione di screening nella popolazione”.

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