Veneto

Covid in Veneto/Zaia: gli asintomatici non devono essere considerati casi

Le due novità più interessanti annunciate oggi dal Governatore veneto nella diretta Facebook sul Covid riguardano nuove linee guida e lo scampato pericolo.

Quest’ultimo riguarda il passaggio in Zona Arancione.
Almeno per ora, dati alla mano, il Veneto resta dov’è: i ricoveri in Area Medica sono al 25% su un limite del 30, mentre le terapie Intensive toccano il 20% di occupazione.
Zaia non ha mancato di sottolineare che, dati sui ricoveri alla mano, senza i non vaccinati la regione si troverebbe in Zona bianca.

Questo, in un contesto in cui l’incidenza regionale è di 2238 positività ogni 100 mila veneti.
Positività che sempre più frequentemente non si trasforma in malattia.
La variante Omicron, ora al 65% in Veneto, e i vaccini sembrano aver migliorato la situazione generale.

E allora, ha commentato Luca Zaia, bisogna abbracciare le nuove linee guida emesse dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che raccomanda di dstinguere, nella conta dei casi, tra chi presenta sintomi e chi no.
Se Omicron non va oltre il raffreddore e un po’ di tosse, inutile parlare di “caso”.
Allo stesso modo, non dovrebbero rientrare nemmeno coloro che vengono trovati positivi in Ospedale dove però si trovino per altri motivi: Zaia ha portato l’esempio delle donne in gravidanza.
Per il conto che fa scattare le varie Zone colorate è una bella differenza.

Infine, la curva dei contagi: secondo un modello giudicato affidabile, il picco in Veneto dovrebbe arrivare intorno al 23 gennaio per il numero di casi ed il 12 febbraio per i ricoveri.

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