Home -> Veneto -> Covid/Il punto della esperta sui bambini (meno a rischio)

Covid/Il punto della esperta sui bambini (meno a rischio)

I bambini corrono meno rischi di ammalarsi del coronavirus e se lo contraggono, il loro Covid 19 ha quasi sempre conseguenze molto meno gravi che per gli adulti.

Sono notizie confortanti, quelle diffuse oggi dalla professoressa Liviana Da dalt, Ordinario di Pediatria all’Università di Padova e capo del Dipartimento di Salute della donna e del bambino.
La Dott.ssa Da Dalt era ospite poco fa della quotidiana conferenza stampa del Governatore veneto Zaia.

I numeri (fonte: l’azienda Zero della sanità veneta): secondo quanto ha reso noto la Prof.ssa, ad oggi, su 19.233 infetti da coronavirus in Veneto, solo 369 avevano meno di 15 anni.
In percentuale non arriviamo al 2% (si consideri che i bambini solo il 13% circa della popolazione totale veneta).
Buona parte dei bambini ammalatisi hanno contratto il virus in famiglia, o al massimo dai famigliari più stretti.

La notizia positiva è che sui più piccoli il virus sembra meno aggressivo: solo 13 di loro hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere, uno solo in Terapia Intensiva Pediatrica.
Tutti hanno superato il Covid 19: non ci sono stati decessi, in età pediatrica.

L’esperienza fin qui maturata, ha commentato la Professoressa Da Dalt, consente dunque di affermare che la malattia ha un decorso diverso, nei più piccoli.
Soprattutto: nel 90% dei casi la loro forma di malattia è più lieve, se non ddirittura asintomatica.
Nella maggioranza dei casi: un po’ di febbre, un po’ di tosse, diarrea e vomito, tutti risolti in breve tempo.

Su quali siano le ragioni di questa minore intensità della malattia il mondo della pediatria si sta ancora interrogando, ma le ipotesi che vanno per la maggiore attualmente riguardano le possibilità di ingresso nel corpo da parte del virus.
Sars 2 necessita di una proteina che nel bambino è ancora immatura e dunque non offre “la sponda” necessaria.
Un’altra ipotesi verte sulle differenze esistenti tra il sistema immunitario dei più piccoli e quello degli adulti.
I bambini godrebbero di una sorta di immunità innata che lo proteggerebbe dai danni del virus.

Più difficile la risposta dei piccoli con malattie croniche, ma questo era sospettabile.
Resta poi il fatto che anche i bambini possono trasmettere la malattia, anche se gli studi più recenti mostrerebbero da loro una carica virale decisamente più debole.

Parlando di un possibile ripresentarsi del virus il prossimo autunno, la Prof.ssa ha poi ribadito la necessità di vaccinare i più piccoli contro l’influenza “normale”, così simile nei sintomi al covid19 da rendere difficile una giusta diagnosi (e cura).
Liminando una delle due grazie alla vaccinazione, il lavoro del medico sarà più semplice.

Infine qualche considerazione sulla prevenzione.
Sotto i due anni è consigliato non far usare le mascherine ai bambini: sono proprio inopportune, per le vie aeree più strette dei piccoli e per il rischio che il bambino, ancora molto piccolo, addirittura soffochi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*