Veneto

Covid/Il Prof. Galli a Zaia: in Veneto l’unico caso di provenienza non tedesca ma cinese

Notizia a sorpresa, ieri sera, nel corso dell’ultima puntata del settimanale di Rai3 Cartabianca.
Ospiti di Bianca Berlinguer sono stati, tra gli altri, anche il Governatore veneto Luca Zaia e Mauro Corona.
Trai due si sono sprecati i reciproci complimenti e gli attestati di stima.

La vera sorpresa però è arrivata quando il collegamento si è allargato al Prof. Massimo Galli.
Il Direttore del reparto Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano ha annunciato che una ricerca sul Covid 19 opera dei ricercatori italiani è stata ufficialmente accettata da una nota rivista scientifica.

Ha poi precisato che non tutti trasmettono il virus allo stesso modo, tanto che taluni soggetti, pur asintomatici, sono classificabili come “Super diffusori” del coronavirus.
Si tratta di un soggetto ogni dieci infetti (anche meno) ma resposanbile di circa l’80% dei casi che vengono registrati.

Poi è arrivata la sopresa veneta.
Dopo aver fatto i complimenti a Zaia per la gestione della crisi, il Prof. Galli ha precisato che nel nostro paese sono state censite 59 sequenze diverse del virus, tutte riconducibili, imparentate col famoso primo caso arrivato in Italia dalla Germania, tranne una: un caso padovano, in un paziente veneto, il cui virus assomiglia di più a quello della famosa coppia cinese finita allo Spallanzani ad inizio epidemia (e mai passata per il Veneto).

Il prof. Galli non nasconde che non si sa ancora se quella variante si sia diffusa o meno, mentre Zaia ha risposto un po’ corrucciato di pensare che si tratti del virus sequenziato dall’Istituto Zooprofilattico di Padova.
Galli ha confermato trattarsi di un caso ricoverato al Policlinico di Padova (he ha partecipato allo studio di Galli) con i cui medici lo stesso virologo vorrebbe ora confrontarsi per approfondire la particolarità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button