Veneto

Covid e scuola/In Veneto solo 187 positività: lo 0,03% degli studenti

Venezia – Un nuovo documento di linee guida in tema di gestione dei contatti di caso confermato Covid-19 nelle scuole, entra a far parte della strategia della Regione Veneto per la prevenzione e il trattamento dei casi positivi del coronavirus.

Il testo, elaborato dalla Direzione Regionale Prevenzione, costituisce un’ulteriore evoluzione rispetto a quanto già fatto finora ed è stato presentato oggi dal Presidente della Regione Luca Zaia, nel corso del punto stampa dedicato alla situazione del Covid 19 nel Veneto, presenti, come sempre, gli Assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile).

Oggi c’erano anche la direttrice della prevenzione regionale, Francesca Russo e il coordinatore delle microbiologie del Veneto Roberto Rigoli, primario del reparto di Treviso.

“La situazione si evolve e noi dobbiamo evolvere i nostri protocolli operativi – ha detto Zaia – rendendoli sempre perfettamente attinenti alla realtà e corrispondenti ai progressi che fa la diagnostica, a cominciare dall’uso del test rapido antigenico, che per primi abbiamo sperimentato in Veneto, e proposto a livello nazionale, dove ha ricevuto la validazione del Ministero della Salute. Unici in Italia ne abbiamo già 500 mila in magazzino e siamo pronti a partire, mandando i nostri sanitari nelle scuole ed evitando a famiglie e ragazzi la complessa trafila precedente”.

A queste linee guida si affianca anche una esaustiva flow chart, che esemplifica e schematizza le modalità per il rientro a scuola o ai servizi per l’infanzia in seguito ad assenza per malattia, aspetto sul quale si erano concentrati molti dubbi da parte delle famiglie.

Il “Protocollo operativo per la gestione dei contatti di caso confermato Covid-19 all’interno delle scuole e dei servizi per l’infanzia” (che si allega) fornisce una linea d’indirizzo per gli operatori dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) e per i Referenti Scolastici per Covid-19 dei Dipartimenti di Prevenzione per contrastare la diffusione del virus e contiene un modello di autorizzazione da parte dei genitori all’effettuazione del test in ambito scolastico.

Per garantire la sostenibilità della strategia di Sanità Pubblica, gli esperti della Regione raccomandano l’utilizzo come test diagnostico del “Test rapido per la ricerca dell’antigene di SARS-Cov-2”, sia per i casi sospetti di Covid-19, sia per i contatti scolastici di un caso confermato, in accordo con le indicazioni nazionali.

Tre le indicazioni date si prevede che, in caso di esito positivo del test rapido per la ricerca dell’antigene di SARS-CoV-2, in attesa della conferma con test di biologia molecolare, saranno comunque avviate tutte le azioni di sanità pubblica finalizzate al contenimento del rischio di diffusione. Si precisa che, in caso di negatività al test antigenico, in presenza di sintomatologia altamente suggestiva di COVID-19 e sulla base delle valutazioni del Medico curante, potrà essere indicato un test di biologia molecolare di conferma o, in alternativa, ripetere il test antigenico a distanza di uno o più giorni. Il Servizio Igiene Pubblica valuterà peraltro ogni singolo caso nella sua specificità per definire le strategie più adatte.
Nel frattempo è stato anche aggiornato il monitoraggio sull’andamento del virus nelle scuole del Veneto.

A oggi, le scuole interessate da almeno un caso sono 171, con 187 positività su un totale di alunni di 707.814 unità, pari allo 0,03%. I ragazzi in quarantena sono 1.965, pari allo 0,28% del totale. Gli operatori in quarantena sono 211 su un totale di 95.786, pari allo 0,22%.

Di seguito sono riportate le indicazioni operative declinate a livello regionale relativamente alle gestione dei contatti scolastici di un caso positivo a SARS-CoV-2, sia nel caso si tratti di un alunno che del personale scolastico. Al fine di garantire la sostenibilità della strategia di Sanità Pubblica, per il contesto scolastico si raccomanda l’utilizzo come test diagnostico del “Test rapido per la ricerca dell’antigene di SARS-CoV-2”, sia per i casi sospetti di COVID-19, sia per i contatti scolastici di un caso confermato in accordo con le indicazioni nazionali . In caso di esito positivo del test rapido per la ricerca dell’antigene di SARS-CoV-2, in attesa della conferma con test di biologia molecolare, saranno comunque avviate tutte le azioni di sanità pubblica finalizzate al contenimento del rischio di diffusione. Si precisa che, in caso di negatività al test antigenico, in presenza di sintomatologia altamente suggestiva di COVID-19 e sulla base delle valutazioni del Medico curante, potrà essere indicato un test di biologia molecolare di conferma o, in alternativa, ripetere il test antigenico a distanza di uno o più giorni.

Nel presente documento sono schematicamente individuati 4 possibili scenari che si contraddistinguono per profili di rischio diversi e che richiedono misure proporzionali e graduate al contesto. Ogni caso, partendo dallo schema qui proposto, dovrà poi essere valutato nella sua specificità dagli operatori del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) per la definizione delle opportune disposizioni contumaciali, strategia di testing, misure preventive e di sorveglianza:

  • Scenario 1 – caso confermato di COVID-19 in un alunno di una scuola primaria (dal 2° anno al 5° anno) o scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • Scenario 2 – caso confermato di COVID-19 in un operatore di una scuola primaria (dal 2° anno al 5° anno) e scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • scenario 3 – caso confermato di COVID-19 in un alunno di una scuola primaria (1° anno), asilo o scuola dell’infanzia;
  • Scenario 4 – caso confermato di COVID-19 in un operatore di una scuola primaria (1° anno), asilo o scuola dell’infanzia.

Tali scenari, e le relative indicazioni operative, sono definite in funzione della declinazione delle misure di prevenzione nello specifico contesto e nell’organizzazione della attività (es. utilizzo di mascherine, raccomandazione al distanziamento interpersonale, etc.), dal grado di consapevolezza e di autonomia nonché degli specifici bisogni educativi ed assistenziali dei minori.

Le presenti indicazioni saranno aggiornate costantemente al variare dello scenario epidemiologico e delle conoscenze scientifiche disponibili.

MODALITÀ OPERATIVE

In presenza di un caso confermato di COVID-19 nel contesto scolastico, il “Referente COVID-19 della Scuola” comunica al “Referente Scuola del DdP” i contatti scolastici del caso da 48 ore prima a 14 giorni dopo l’inizio dei sintomi nel caso confermato (o, se il caso è asintomatico, da 48 ore prima a 14 giorni dopo la data dell’esecuzione del test risultato positivo), comprese eventuali attività di intersezione (es. pre/post scuola) che il SISP provvederà a valutare in funzione del rischio e del rispetto delle misure di prevenzione anti-COVID.

Il SISP programma il “Test rapido per la ricerca dell’antigene di SARS-CoV-2” a tutti i contatti individuati al tempo zero e, con la collaborazione del Referente COVID-19 della Scuola, indaga la corretta applicazione delle misure anti COVID-19 previste e raccomandate nel caso specifico (es. adeguata aerazione degli ambienti, disposizione dei banchi e distanza interpersonale, organizzazione delle attività, utilizzo della mascherina, distanza tra banchi e cattedra, etc.). A tal fine, in collaborazione con il Referente COVID-19 della Scuola e sotto il coordinamento del Dipartimento di Prevenzione, i tamponi antigenici nei contatti scolastici, sulla base della specifica organizzazione aziendale, potranno essere effettuati direttamente nel contesto della struttura scolastica da parte di un operatore sanitario (Assistente Sanitario, Medico, Infermiere) avvalendosi anche del supporto dei medici delle USCA laddove necessario. L’adesione a tale modalità sarà su base volontaria con acquisizione del consenso da parte del genitore (o tutore legale del minore) anche in forma preventiva rispetto al verificarsi del caso confermato.

Le attività di contact tracing in ambito scolastico vanno integrate con le consuete attività di contact tracing specifiche che interessano le eventuali attività di intersezione tra classi/gruppi diversi, nonché per tutti gli ambiti extra-scolastici o peri-scolastici per l’identificazione di ulteriori contatti stretti. Ferma restando la necessità di identificare quanto più precocemente possibile i casi positivi a SARS-CoV-2 nel contesto scolastico, i contatti e i conviventi di un caso sospetto in attesa dell’esecuzione del test diagnostico, o della restituzione dell’esito, non sono sottoposti a disposizione di quarantena. La quarantena per conviventi/genitori sarà disposta, dal Dipartimento di Prevenzione, a partire dalla conferma del caso. Il PLS/MMG collabora con il Dipartimento di Prevenzione per informare i contatti circa le misure igienico sanitarie e comportamentali da adottare.

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