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Covid 19/L’Ospedale di Pordenone attiva la Terapia Subintensiva

Anche l’Ospedale di Pordenone cerca di adeguarsi all’emergenza Coronavirus.
Oggi è stata attivata l’Unità operativa di Terapia subintensiva di pneumologia.

Il reparto, dotato di sei posti letto, garantisce cure intensive e monitoraggio continuo necessari per il particolare stato di salute dei pazienti colpiti da coronavirus.

A darne notizia è il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi.

Più in generale, gli interventi al Santa Maria degli Angeli hanno riguardato il Pronto soccorso e le
ambulanze che in pochi giorni si sono trovati a gestire una casistica completamente diversa dal solito, con la necessità di ristrutturare gli spazi e l’utilizzo dei mezzi, oltre a rivedere le procedure
del personale.

A livello ospedaliero i servizi di laboratorio sono stati
rimodulati attraverso una incrementata disponibilità dei test diagnostici; le radiodiagnostiche hanno riorganizzato i percorsi per poter utilizzare al meglio le apparecchiature.

Le degenze ordinarie sono state rivoluzionate per poter creare spazi dedicati alla valutazione dei casi sospetti in tutti i presidi aziendali e i reparti per i pazienti Covid-19 che non necessitano di cure intensive a Pordenone.

In questi reparti operano infermieri di tutto l’ospedale e provenienti dal territorio, medici con diverse specializzazioni (internisti, chirurghi, pediatri) coordinati dagli internisti e dagli
infettivologi.

I posti letto di terapia intensiva sono da subito passati da 15 a 22 (di cui 12 dedicati ai pazienti Covid-19 positivi) riorganizzando in breve tempo spazi destinati all’attività per i post operati o per altre subintensive.

A livello territoriale, l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale ha inoltre predisposto un piano operativo specifico – in continua evoluzione – per la gestione dell’epidemia per le cure intermedie come Rsa, Sip e hospice e un piano operativo specifico per le case di riposo che ospitano più di 1.800 pazienti in
comunità.

Sono state riorganizzate anche le strutture
distrettuali, inclusi gli studi della Medicina generale
organizzata in associazione e quelli della Pediatria di libera scelta.

Un particolare progetto in via di attivazione riguarda poi l’istituzione di unità speciali di continuità assistenziale che valorizzano ancor di più il ruolo delle guardie mediche in piena sinergia con i colleghi della Medicina generale.

Importanti rimodulazioni organizzative sono state implementate anche all’interno della casa circondariale di Pordenone dove si trovano più di 70 detenuti.

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