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Covid 19/Le pulizie al Cà Foncello: la Rekeep risponde alle accuse della Fisascat Cisl

Ieri la Fisascat Cisl, il sindacato che tutela i lavoratori del settore Pulizie, avevano puntato il dito contro la Rekeep, l’azienda bolognese che gestisce il servizio di pulizie del Cà Foncello di Treviso.

Occupandosi anche di sanificazione e smaltimento dei rifiuti, le addette trevigiane della Rekeep (sono quasi tutte donne) sono al lavoro anche nella terapia intensiva e nel Reparto malattie infettive.

Secondo quanto denunciato dal sindacato, alcune di loro sarebbero al lavoro nonostante la febbre; altre sarebbero rientrate dopo la quarantena senza un tampone di conferma.

Tanto che, continua la Fisascat, ben 30 delle operatrici risultano al momento in malattia, sei sicuramente positive al coronavirus e una ventina in quarantena.

Alle richieste di maggior sicurezza avanzate dal sindacato, la Rekeep ha risposto, aggiunge la Cisl, promettendo la costituzione di un comitato e di un sottocomitato con relativo responsabile.

Facendo arrabbiare la Fisascat, per la quale un responsabile della sicurezza al Cà Foncello c’è da mesi, eletto ma non riconosciuto.
Il sindacato contesta altre situazioni, per nulla minori, come il basso numero di operatrici, solo 5, abilitate alla sanificazione.

la risposta dell’azienda emiliana non si è fatta attendere.

In una nota diffusa stamani, la Rekeep S.p.A. definisce “Destituite di ogni fondamento e irresponsabili le informazioni della Fisascat Cisl…”

E poi precisa:

  • ad oggi, su 173 dipendenti del Gruppo impegnati nei diversi servizi presso l’Ospedale, solo 10 sono in quarantena (non 20 come dichiarati dal suddetto Sindacato), tra cui 3 positivi al test del virus COVID-19, e nessuno tra loro fortunatamente risulta ricoverato; altre 22 persone risultano invece in malattia, ma per cause diverse che nulla hanno a che fare con il virus. Non esiste, pertanto, alcun presunto “focolaio” tra gli operatori di Rekeep;
  • tutti i dipendenti del Gruppo sono in sorveglianza sanitaria e nessuno sta lavorando con sintomi febbrili, come invece erroneamente dichiarato nella nota del suddetto Sindacato. Al contrario, il Gruppo sta applicando precise disposizioni e procedure per la gestione di dipendenti sintomatici, con familiari positivi o che siano stati in contesti a rischio, che prevedono l’assenza dal lavoro per il periodo necessario a scongiurare qualsiasi rischio di contagio;
  • la Società, in generale, ha messo in atto presso l’Ospedale, così come nelle centinaia di strutture sanitarie in cui sta lavorando nell’intera penisola, tutte le misure più stringenti per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro previste dal Protocollo ministeriale del 14 marzo scorso, compresi i previsti comitati territoriali che vedono la partecipazione delle Rappresentanze Sindacali, del Responsabile del servizio prevenzione e protezione e dei Responsabili dei lavoratori per la sicurezza, ai quali viene assicurata una periodica e puntuale comunicazione sulla situazione nei diversi presidi ospedalieri;
  • non è nella disponibilità del Gruppo Rekeep, così come di nessuna Azienda, la possibilità di effettuare tamponi ai propri dipendenti che, come è noto, vengono effettuati solo in base a disposizioni delle Autorità Sanitarie. La Società, tuttavia, proprio per garantire la maggior sicurezza, incolumità e serenità possibili ai propri lavoratori sta verificando con l’ULSS 2 di attivare indagini tramite tampone rino-faringeo o test rapido mirate a valutare l’eventuale positività dei propri dipendenti, compatibilmente con la disponibilità dei dispositivi e non appena terminati gli accertamenti in corso tra il personale sanitario.
  • non corrisponde in alcun modo al vero che esista una presunta carenza di organico nel reparto infettivi: il servizio di sanificazione e disinfezione in tale reparto viene garantito da 8-10 lavoratori su 6 turni ed un terzo dell’organico è comunque formato per le attività di sanificazione in reparti “Covid”. Non esiste alcuna carenza nemmeno nel servizio di gestione rifiuti dove sono attualmente impegnate 10 persone, come previsto normalmente.

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