Veneto

Coronavirus/Salemi critica lo Zaia della crisi sanitaria

“Uniti: solo così si vince la battaglia contro questa inedita emergenza. Ma essere uniti significa anche mettersi al servizio di quanto viene deciso.
Lo devono fare i cittadini e lo deve fare il nostro Governatore.

Basta quindi fare dichiarazioni contraddittorie e aprire nuovi fronti rispetto alle decisioni assunte dal Governo.
Zaia lavori per il bene dei Veneti e degli Italiani, portando sì la voce dei territori, ma anche fidandosi e affidandosi responsabilmente alle decisioni centrali”.

Orietta Salemi, consigliere regionale di Civica per il Veneto, lancia un appello alla responsabilità e interviene in merito alle diverse prese di posizione del presidente Zaia sull’emergenza coronavirus.

“Soltanto poche settimane fa, all’affacciarsi della drammatica e repentina evoluzione del virus, ho espresso solidarietà e rispetto per chi riveste incarichi di governo, deve valutare, consultarsi, e poi decidere: dal livello nazionale fino ai sindaci, che sono responsabili della salute pubblica della propria comunità – sottolinea Salemi -.

La voce di chi governa è di riferimento e deve garantire unità di intenti, chiarezza di intendimenti, rassicurante coerenza. Oggi constato a malincuore il corto circuito in cui si è infilata la Lega di governo in Veneto.

Il Presidente Zaia si abbandona a una serie di dichiarazioni convulse e contraddittorie a dimostrazione che un’ossessiva sovraesposizione mediatica fa male.

Dalle prime battute senza appello, ‘siamo in guerra’, ha dato seguito a una retromarcia con il permissivismo opposto della proposta di riaprire le scuole, a dispetto del decreto del governo, perché ‘la pandemia è mediatica’ e si è sotto l’effetto di ‘una psicosi internazionale’; dalla infelice uscita sui ‘Cinesi che mangiano i topi vivi’ alle uscite di queste ultime ore: il Presidente Zaia contesta il decreto del Governo richiedendo lo stralcio delle Province venete dalle zone rosse, poi quarantotto ore dopo, con una acrobatica capriola, vira sulla richiesta di restrizioni massime, cioè sulla chiusura di tutto in Veneto e Lombardia. E dunque di fronte a tanta comunicazione contraddittoria, al netto della stanchezza e della esasperata esposizione di queste settimane, vien da dire con un’antica aria musicale ‘bella cosa è talvolta un bel tacer’ o per venire a note più recenti ci piacerebbe che il Presidente Zaia nel prossimo futuro ammettesse, con Lucio Battisti, ‘…E da allora solo oggi non farnetico più'”.

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