Veneto

Coronavirus/La strategia di Zaia

2473 positivi
498 ricoverati
156 Terapia Intensiva (20 in più del bollettino di ieri sera)
130 dimessi
69 decessi

Queste le cifre diffuse dal Governatore veneto nella quotidiana conferenza stampa a Marghera, nella sede della Protezione Civile.

Nel fare il punto della situazione, Luca Zaia ha ammonito i veneti: c’è stato impegno, ha commentato, ma non basta: le cifre, purtroppo, confermano le proiezioni fatte e dunque potrebbe essere necessaria un’ulteriore stretta.

Zaia ha “tirato le orecchie” ai molti che ieri sono partiti per una passeggiata solo inizialmente solitaria.
Si sono visti, ha aggiunto, zone di passeggio e piste ciclabili piene di gente.

Il Governatore ha ribadito la necessità di leggere i provvedimenti in corso come isolamento e non norma elaborabile in maniera diversa l’uno dall’altro.

Zaia ha rimarcato la necessità di non usare l’alibi della passeggiata o del cane semplicemente per uscire e ha poi sottolineato più volte che chiederà a Roma un ulteriore inasprimento delle regole.

Zaia ha poi rimarcato aspetti poco noti della malattia.
Non esistono cioè solo le due alternative, vivo o morto, ma si può guarire e pagare comunque un conto salato: insufficienza renale e danni neurologici i due esempi di conseguenze stabili del Covid 19 che Zaia ha ricordato.

C’è stato tempo anche per qualche critica all’Immunità di gregge, via scelta dagli inglesi che rischia di costare molto in termini di vite umane.

I tamponi: in Veneto si arriverà a 10, 11 mila tamponi al giorno (oggi sono poco più di 3 mila), dopo la partenza del piano che prevede esami a campione su persone “tamponate” davanti ai supermercati o per la strada.

Si comincerà però da personale sanitario, medici di base, ospiti delle case di riposo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button