Veneto

Coronavirus/Gli effetti economici: Cna vede nero

I risvolti economici del Coronavirus.
La Cna del Veneto ha diffuso oggi pomeriggio i risultati di un monitoraggio telefonico effettuato chiamando un centinaio di imprese aderenti all’Associazione.

L’obiettivo, si legge nella nota, era quello di mappare velocemente la situazione delle imprese venete associate e verificare gli effetti economici derivanti dall’emergenza coronavirus.

Le imprese intervistate appartengono a tutti i territori del Veneto e sono un campione rappresentativo dei principali settori economici e mestieri dell’artigianato.

L’Associazione lancia poi lo slogan Il Veneto non si ferma! per ribadire che, fatta salva la necessità di garantire la salute dei cittadini, è necessario agire con misure realmente proporzionate all’emergenza.

Detto questo, il quadro che emerge dal sondaggio (che immaginiamo non abbia esattamente valenza scientifica) è tra l’allarmante ed il catastrofico, al punto che non ci resta che sperare sia dettato più dall’emotività del momento che dalla realtà dei fatti.

Vediamo i vari settori: per alcuni il calo di clientela e fatturato è più comprensibile che per altri.

Logistica e trasporti
Trasporto persone (NCC e Taxi)
Si registra un calo del 50-60% delle prenotazioni di viaggi da parte di privati e aziende.
Il settore Bus è fermo.
Il blocco delle prenotazioni presso le agenzie di viaggio si estende fino a fine marzo.
Il timore è che vi siano ripercussioni per la Pasqua e per la stagione estiva.
Servono ammortizzatori sociali e sanitari accessibili, con poca burocrazia.

Trasporto merci
Aumento esponenziale delle richieste di rifornimento alimentare, annullamento delle consegne estere e verso il Sud d’Italia con forti rallentamenti circa la pianificazione.
Pesa il clima generale di insicurezza.
Per ora riduzione del 20% del fatturato e dei clienti, il settore più colpito è quello dei container.

Alimentare – turismo e filiere
Horeca -Ristorazione-Filiera del Turismo
I grandi ristoranti hanno perso dal 70 all’80% delle prenotazioni di questo periodo, e non solo a ridosso della zona rossa.
A causa della psicosi, in buona parte alimentata dall’eccesso di informazioni inutilmente allarmistiche, la gente la sera non si muove di casa ed evita di uscire soprattutto nel fine settimana, quando la percezione del rischio è erroneamente più alta.
Non va meglio per chi lavora con gli eventi.
Piovono disdette per le aziende di catering che fanno servizio per i meeting aziendali, tutti rinviati a date da destinarsi.
Si svuotano gli alberghi (riduzione del 60%), i locali e le attività di vicinato che di solito tengono vive le nostre città, a causa della cancellazione di manifestazioni e spostamenti culturali o d’istruzione.

Dolciari-Panificatori
Per il comprato si registrano problemi legati all’igiene e sicurezza, oltre a difficoltà organizzative.
Affluenza e prenotazioni sono state ridotte del 50%.
Si prevedono ripercussioni sui contratti a termine.

Servizi alle aziende e alle persone
Benessere – Servizi alla Persona
Calo del 50% dei clienti e del fatturato.
I fornitori di questo servizi si dicono pessimisti rispetto alla situazione.
Chiedono sostegno soprattutto per i titolari di partita iva senza dipendenti e di allentare le misure di contenimento, facendo circolare le persone e ridando vita all’economia.

Grafica e stampa
Prospettive di calo del fatturato del 5/10% nei prossimi 3 mesi per posticipo ordini, rallentamento di commissioni su lavori.

Fotografia-stampa-comunicazione, imprese culturali e filiera del cinema/audiovisivo
Il periodo è contraddistinto da un calo maggiore rispetto agli anni scorsi e da una bassa stagione.
Le perdite sono dovute a un numero minore dei clienti dei negozi, in spazi espositivi, mostre, musei.
Prevale un clima di pessimismo.

Sistema casa
Impiantisti
Molte le disdette, appuntamenti slittati in avanti per chi lavora con i privati.
Da registrare il posticipo degli ordini e delle manutenzioni per le aziende.

Edilizia
Il settore è già fermo per la pausa invernale e al momento si registra un numero meno elevato di problemi rispetto agli altri settori.

Produzione del Made in Italy
Meccanica
Il problema maggiore è dato dagli approvvigionamenti di materie prime e di componentistica elettronica e dunque il rispetto dei tempi di consegna di impianti e macchinari.
Il panico porta alcune aziende ad annullare ordini o a ritardare le consegne in via precauzionale generando insicurezza e instabilità finanziaria per le aziende.
Al momento ci sono scorte in magazzino.
Calo del 5% fatturato che potrebbe aumentare a causa del blocco o posticipo delle fiere internazionali.

Legno arredo
Nel settore c’è preoccupazione per lo slittamento del Salone del Mobile di Milano.
Al momento non si registra il calo del fatturato e dei clienti ma se la situazione dovesse rimane così il rischio è un calo dei consumi e un allungamento in avanti di 5/6 mesi degli ordinativi.

Tessile abbigliamento e calzaturiero
Le imprese risentono molto del fermo dei consumi in Cina, mercato importante per l’abbigliamento.
Inoltre, per quanto riguarda i terzisti, l’approvvigionamento di materie prime dal sud-est asiatico tardano ad arrivare.

Questo il sondaggio di Cna in Veneto.

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