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Coronavirus: bus/Ncc/taxi, senza aiuti dallo stato il settore non ripartirà

Azzeramento totale del lavoro per il settore autobus operator (turismo e servizi scuolabus), riduzione di oltre l’80% dei servizi per NCC e taxi.
E’ drammatico l’impatto economico del coronavirus per il settore trasporto persone in provincia di Treviso.
L’annullamento o lo slittamento degli eventi e delle manifestazioni e le previsioni per la stagione turistica certificano, purtroppo, questo dato come strutturale per tutto il 2020.
Sono fermi per decreto i trasporti scolastici.
Paradossalmente l’emergenza rappresenta un risparmio del 100% per l’ente locale e un danno del 100% per l’impresa.
Gli istituti scolastici, infatti, stanno disdettando tutte le prenotazioni relative a viaggi e gite programmati fino alla fine dell’anno scolastico.
Indistintamente, tutti gli operatori del settore, legati al turismo business, agli eventi, all’incoming turistico e alle gite, registrano disdette che arrivano fino alla fine del mese di maggio, se non oltre e le imprese stanno perdendo anche tutte le prenotazioni per il periodo delle ferie estive.
Il danno è certo e non recuperabile.
Le imprese si trovano in grave difficoltà con la gestione del personale dipendente, con le rate dei mutui e dei leasing da pagare per l’acquisto mezzi, per il pagamento delle scadenze fiscali e contributive, per la sussistenza stessa delle famiglie dei titolari, che vivono del lavoro nell’impresa.

“Certamente opportuni sono stati i primi provvedimenti adottati” afferma la Presidente della categoria Autobus operator e servizi turistici di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Roberta Marcon “ma appare ora evidente che la brusca frenata richiederà ulteriori e più incisivi interventi che non potranno limitarsi alla sospensione dei versamenti fiscali, contributivi e delle utenze, oltre all’estensione degli ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito, ma sarà invece necessario intervenire sulle problematiche legate ai fabbisogni di liquidità immediata e su un sistema di indennizzi legati al blocco delle attività.
Serve ben altro. Questa la serie di richieste del comparto che, a livello regionale sono state elaborate dalla Federazione regionale di Categoria di Confartigianato Imprese Veneto:
• L’erogazione piena dei compensi per i servizi contrattualizzati con enti pubblici o privati per servizi atipici (scuolabus) o similari, con storno successivo delle spese gasolio. In particolare si chiede una disposizione che permetta alle amministrazioni comunali di pagare i servizi scolastici e i servizi disabili svolti dalle imprese , sia quelli già eseguiti che quelli bloccati dall’emergenza sanitaria, andando poi a conguaglio a fine anno scolastico.
• Il posticipo dei versamenti dei saldi delle imposte per il 2019 e degli acconti per il periodo d’imposta 2020 (Irpef, addizionali comunali e regionali, IRES, IRAP e imposte sostitutive) alla scadenza prevista per il versamento del saldo per il 2020 (giugno 2021). Vista, inoltre, la probabile consistenza delle somme da versare nel 2021 per i due anni d’imposta precedenti, sarebbe più che opportuno prevedere un meccanismo di rateazione dei medesimi importi.
• Rendere figurativi i contributi INPS per l’anno 2020. Si tratta di interventi già assunti in passato per altre categorie (giornalisti, esercito, forze dell’ordine, lavoratori esposti amianto, ecc.;
• Per l’anno d’imposta 2020, sarebbe opportuno escludere dalle liste selettive di contribuenti assoggettabili a controllo, in seguito alle risultanze del calcolo degli I.S.A., le imprese ricadenti dei codici ATECO che identificano il trasporto di persone;
• Al fine di garantire alle imprese il mantenimento degli indici di affidabilità bancaria altrimenti compromessi e che di fatto metterebbero le imprese fuori dal mercato, va prevista una moratoria, di almeno un anno, sul pagamento delle rate, relativamente a mutui e leasing in corso, inoltre, sarebbe necessario un rafforzamento delle linee di credito verso le imprese da parte degli istituti di credito;
• erogare, una tantum, nell’esercizio 2020, come sostegno al reddito d’impresa e consistente, in un credito di imposta pari a 6000,00 (seimila/00) euro, utilizzabile nei due esercizi successivi con il meccanismo della compensazione, per il pagamento, di imposte, tasse e contributi previdenziali

Se non trovassero ascolto queste richieste – conclude la Presidente Marcon – ci troveremo tra poco a portare i libri in Tribunale o a chiudere le nostre imprese, in quanto privi della risorsa fondamentale: il lavoro”

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