Pordenone

Controlli su chi gira/La Polizia ferma un 57enne e scopre che…

Pordenone/57enne controllato perchè in giro: la Polizia scopre che…

La Polizia di Pordenone ha arrestato R.B. 57enne, italiano, senza fissa dimora, con a carico precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, perchè destinatario di un ordine di carcerazione.

Ieri intorno alle 14, una pattuglia delle Volanti al lavoro nell’ambito dei controlli per il rispetto delle misure anti coronavirus, ha incrociato il soggetto in piazzale Ellero dei Mille.

Agli agenti l’uomo spiegava che si stava recando al vicino Patronato per consegnare la documentazione relativa al reddito di cittadinanza.

Dalla Banca Dati del Ministero dell’Interno è però emerso che era anche destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone.

In pratica, il 57enne deve scontare la pena di 3 mesi e 24 giorni di reclusione, perchè riconosciuto colpevole di vari furti commessi ad Aviano nell’agosto del 2013, all’interno del Santuario della Madonna del Monte di Aviano, in località “Marsure Costa”.

In quella circostanza, personale della Squadra Mobile della Questura di Pordenone, nel corso di mirati servizi di contrasto ai furti commessi all’interno di Santuari e luoghi di culto, presso il Santuario della Madonna del Monte, di Aviano (PN), traevano in arresto il R.B. nella flagranza di reato di furto aggravato di denaro contenuto all’interno della cassetta delle offerte e unitamente ad un complice, che fungeva da “palo”.

Nel corso dell’attività di Polizia, gli agenti a seguito di perquisizione personale, rinvenivano e sequestravano la somma di 395 euro, verosimilmente provento di analoghi furti commessi con le stesse modalità all’interno del Santuario di Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza (TV).

Al termine delle formalità di rito, il 57enne, il quale è stato anche denunciato ex art. 650 c.p., per il mancato rispetto delle misure disposte per contrastare la diffusione del coronavisur-COVID 19, è stato accompagnato da personale della Questura di Pordenone presso la Casa Circondariale di Udine per scontare la pena.

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